D’Aversa: “Non è questione di modulo. Servono fame e cattiveria”

Dopo il derby della paura in Emilia scopre il terrore di ritrovarsi a lottare con l’acqua alla gola

di Redazione Il Posticipo

Quinta sconfitta consecutiva in casa per il Parma che dopo il derby della paura in Emilia scopre il terrore di ritrovarsi a lottare con l’acqua alla gola. Ancora nessun gol per i ducali che lasciano tre punti pesantissimi al Bologna. Momento nerissimo e penultimo posto in classifica con appena tredici punti. Allarme rosso. D’Aversa analizza la sfida ai microfoni di Sky Sport.

KO – Era lecito attendersi una reazione. Una sconfitta che mette a nudo i limiti di una squadra incapace di trovare la via della rete. Un punto in cinque partite con la nuova gestione. Urgono interventi, ma il tempo stringe. E la soluzione a tre non ha pagato. “Avevamo già provato il modulo ma il risultato non dipende da questo. Non è questione neanche legata alla età media di chi scende in campo.  Abbiamo preso un gol con una altezza media di 1,85 e un altro con otto dietro la linea della palla.  Non ho visto determinazione e cattiveria per cercare il risultato. Se siamo la peggior difesa e abbiamo il peggior attacco evidentemente c’è qualche motivo. Dobbiamo integrare i nuovi ma non voglio alibi legati alla carta d’identità e alla nazionalità. La responsabilità di questa situazione è di tutti. E credo sia necessario capire che questa categoria, che ci siamo conquistati sul campo, va conservata”.

SALVEZZA  – La salvezza è ancora la portata, ma la concorrenza sembra essersi ristretta. E il Parma sembra giocare senza la serenità necessaria. Con queste premesse il percorso che porta alla permanenza sembra quanto mai complicato. “Di positivo c’è che la salvezza è ancora a portata di punti. E che peggio di così non possiamo fare. Bisogna ragionare su quello che non riusciamo a fare in campo. Scelgo sempre chi può dare maggiori garanzie. Non bisogna analizzare i numeri dopo una sconfitta del genere. Un 3-0 ha poco da commentare. Indipendentemente dal gioco va ritrovato lo spirito di squadra: è una questione di fame e cattiveria. Se non vinciamo i duelli personali con gli avversari non si porta a casa il risultato. La voglia di fare punti è la chiave necessaria per riuscirci in una zona di classifica che non rispecchia il nostro valore. Restano diciassette partite”.

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