Dani Alves e Parigi, un amore mai sbocciato: “Non mi piace molto, lì sono dei f*****i razzisti”

Dani Alves e Parigi, un amore mai sbocciato: “Non mi piace molto, lì sono dei f*****i razzisti”

Persino per il calciatore più titolato di sempre, il problema razzismo esiste eccome. E il brasiliano spiega che è stato uno dei motivi per cui in fondo a Parigi non si è trovato benissimo…

di Redazione Il Posticipo

Con la pausa per le nazionali torna tristemente alla ribalta il problema razzismo. Gli ululati a Sterling e Mings nel match tra Bulgaria e Inghilterra sono l’ennesimo segnale che qualcosa va cambiato. I calciatori però ora reagiscono, sia sui social che in campo. L’attaccante del City ha preso la parola su Twitter riprendendo i tifosi bulgari, mentre il difensore dell’Aston Villa è stato tra i primi a recarsi dal quarto uomo a segnalare la situazione. Entrambi però hanno decisamente…imparato dal migliore. Una delle reazioni più celebri nella storia del calcio è quella di Dani Alves. Che quando gli tirano una banana…se la mangia.

STANCANTE – Una scena iconica, che però dimostra quanto persino per il calciatore più titolato di sempre il problema razzismo esista eccome. E il brasiliano spiega che è stato uno dei motivi per cui in fondo a Parigi non si è trovato benissimo. In una intervista a GQ, il calciatore del San Paolo ha parlato del suo rapporto con la capitale francese. “Parigi è anche una città stressante, non mi piace molto. Se ci vai per una settimana, sarà il viaggio più bello della tua vita. Poi però diventa stancante“. E non solo perchè, essendo una grande città, ci sono ritmi frenetici ed è abbastanza impossibile per un calciatore viverla in maniera tranquilla…

RAZZISMO – C’è anche una questione più pressante. “Parigi mi ricorda un po’ San Paolo, ma a Parigi sono dei fottuti razzisti. Sul serio, a me non hanno mai fatto nulla altrimenti li avrei mandati a quel paese, ma l’ho visto succedere con i miei amici”Non proprio complimenti alla Ville Lumiere, che di certo non entra nella lista delle città preferite da Dani Alves. Meglio Siviglia e Barcellona, che gli ricordano l’aria di casa. “La gente da quelle parti sembra brasiliana, vive parecchio la città e ha più energia. E io preferisco questo tipo di persone”. Non per niente, ha lasciato il PSG senza troppi rimpianti.

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