Dani Alves è furioso: “Il Superclasico fuori dal Sudamerica è la vergogna più grande che io abbia mai visto”

“La concha de su madre”. Una frase in spagnolo che però non ha granchè bisogno di traduzione. Questa la reazione di Dani Alves, uno dei calciatori sudamericani più celebri, alla notizia che il Superclasico si giocherà…a Madrid.

di Redazione Il Posticipo

“La concha de su madre”. Una frase in spagnolo che però non ha granchè bisogno di traduzione. Questa la reazione di Dani Alves, uno dei calciatori sudamericani più celebri, alla notizia che il Superclasico si giocherà…a Madrid. “Non mi fate arrabbiare signori, sono di buon umore e quindi cerchiamo di fare le cose per bene”. Per chi è questo strano messaggio sotto il video Instagram del terzino brasiliano? Ma ovviamente per la Conmebol, che evidentemente si sta facendo parecchi amici con la decisione di spostare la partita da Buenos Aires.

SENTIMENTO, PASSIONE, RISPETTO – E dopo il preambolo scritto, il verdeoro si lancia in una bella tirata video, diviso addirittura in più parti perchè forse…l’hanno fatto troppo arrabbiare. “Per me giocare un Boca-River al di fuori del Sudamerica è la vergogna più grande che io abbia visto e che mi toccherà vedere come calciatore, come sudamericano e come qualcuno che ritiene che questo sport si possa vivere con sentimento, con passione e soprattutto con rispetto. Tutte queste persone non hanno nulla a che fare con quello che è successo e non devono pagare per colpa di alcuni maleducati. E invece c’era solamente questa possibilità di vedere un Boca-River in una finalissima e molti non la potranno vedere perchè hanno cambiato i piani e l’hanno spostata in Europa”

EDUCARE – Sì, ok, ma qualcuno potrebbe chiedersi cosa c’entri Dani Alves, un brasiliano che gioca in Europa da quasi quindici anni, con una partita giocata da due squadre argentine. Ma l’ex juventino spiega anche questo. “Ovviamente è una cosa che non mi riguarda, ma come calciatore sudamericano e soprattutto come innamorato del calcio e delle rivalità sane, mi sono sentito in diritto di dire la mia opinione al riguardo. Spero che questa partita non si giochi a Madrid, per il bene del calcio e anche per rispetto di quelli che non hanno nulla a che vedere con la partita in sè. Non si educano i violenti togliendo loro le cose, si educano insegnandogli le buone maniere e soprattutto che quando si va in campo si vive un sentimento, una passione e il vero tifo”. Applausi e sipario.

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