Dani Alves difende Guardiola: “Che vinca di più o di meno, Pep è un genio, un dono del calcio”

Dani Alves difende Guardiola: “Che vinca di più o di meno, Pep è un genio, un dono del calcio”

Più di otto anni dopo l’ultima Champions vinta, Guardiola deve ancora riuscire a raggiungere di nuovo una finale. Quanto basta per sentire volare critiche nei suoi confronti. Ma anche per far accorrere uno dei suoi più strenui difensori. Dani Alves, che regala…una dichiarazione d’amore per Pep.

di Redazione Il Posticipo

28 maggio 2011, Wembley. Il Barcellona di Guardiola vince la finale di Champions League contro il Manchester United. Per il tecnico catalano è la seconda coppa dalle grandi orecchie da allenatore e tutto lascia presupporre che non sarà certo l’ultima. Il calcio, però, racconta una storia diversa. E più di otto anni dopo, trascorsi a Monaco di Baviera e a Manchester, sponda City, Pep sogna ancora non solo di vincere il trofeo, ma anche di raggiungere di nuovo la finale. Un obiettivo finora mai più centrato. Quanto basta (e avanza) per sentire volare critiche nei suoi confronti. Ma anche per far accorrere uno dei suoi più strenui difensori. Dani Alves, non è un segreto, adora il catalano. E lo spiega in una intervista alla CNN. Che sembra più una dichiarazione d’amore.

REGALO – “Penso che Pep sia un genio. Un genio che il calcio ci ha fatto come regalo, sia come allenatore che come persona. Sa come tirare fuori il meglio da ogni giocatore, sia da quelli che giocano molto che da quelli che non giocano tantissimo, creando una sinergia e tantissimo rispetto tra tutti quanti a livello di squadra. Questo lo rende una persona molto importante nella mia vita. È un genio anticonformista, un genio metodico, un genio perfezionista e penso che sia questo ciò che lo rende unico. Dovunque vada, e non importa se vince di più o vince di meno, fa sì che un giocatore che lavora con lui non sia più lo stesso. Ogni giorno si impara qualcosa, come se andassi all’università, a lezione”. Lezione che però i suoi…allievi sembrano aver imparato alla perfezione solo a Barcellona. Ma quella, spiega Dani Alves, era una squadra molto speciale…

MIGLIORE – “Non penso che quel Barcellona fosse la cosa più vicina alla perfezione, penso semplicemente che fosse perfetto. Per me è una domanda molto semplice alla quale rispondere, perché sono stato parte della miglior squadra della storia del calcio, che è quel Barcellona. Eravamo i migliori per come giocavamo, per come facevamo le cose, per come ci trattavamo l’un l’altro. Sono stato lì per otto anni, ho vinto 23 trofei assieme ai miei compagni di squadra e penso che sia stato qualcosa veramente di storico. Quel periodo della mia carriera è ancora quello che considero più speciale, perché ho ottenuto cose uniche, quasi inimmaginabili”. E il brasiliano, facendo due calcoli, ha vinto più di Guardiola. Anche se di certo non lo andrà mai a rinfacciare…a quel genio del suo amico.

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