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Dani Alves, che momentaccio: criticato per la presenza ai mondiali e rischia di subire un’inchiesta in Brasile

Dani Alves, che momentaccio: criticato per la presenza ai mondiali e rischia di subire un’inchiesta in Brasile - immagine 1
Strano a dirsi, ma per Dani Alves, almeno in Brasile, non è un ottimo momento. Il calciatore più vincente di tutti i tempi è già finito nel mirino della critica dopo la sua convocazione per la Coppa del Mondo 2022 e ora ha problemi con la...

Redazione Il Posticipo

Strano a dirsi, ma per Dani Alves, almeno in Brasile, non è un ottimo momento. Il calciatore più vincente di tutti i tempi è già finito nel mirino della critica dopo la sua convocazione per la Coppa del Mondo 2022. Certo, il terzino destro è una vera e propria istituzione, ma molti ritengono che a 39 anni, dopo una stagione in Messico con il Pumas, non sia una grandissima idea da parte di Tite quella di portarselo in Qatar. Lui come sempre in queste situazioni ci sorride sopra, ma dal Brasile arrivano notizie per cui c'è davvero poco da ridere. E come spiega AS, c'è il rischio che venga aperta una investigazione sull'ex Barcellona, Paris Saint-Germain e Juventus.

La ONG per la promozione del basket

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Cosa ha combinato Dani Alves per finire nel mirino...anche della magistratura? Questioni di ONG e di fondi statali. Come spiega il quotidiano spagnolo, qualche anno fa il calciatore ha deciso di fondare una organizzazione non governativa che si occupasse della promozione del basket in Brasile. Uno scopo decisamente nobile, che ben si abbina alle tante iniziative che Dani Alves ha messo su nel corso degli anni in patria. Ma invece di fondare una nuova ONG, con tutta la burocrazia che ne consegue, il calciatore della nazionale brasiliana ha accorciato i tempi, acquistandone una già esistente e...riconvertendola in quella che voleva creare lui. Un po' come quando nel calcio si acquista il titolo sportivo da un altro club...

La legge brasiliana

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Fin qui tutto bene. I problemi però cominciano nel momento in cui la ONG ha ricevuto dei fondi governativi, per un ammontare di sei milioni di reales (circa un milione di euro). E per ricevere denaro dallo stato, una ONG in Brasile deve essere attiva da almeno tre anni, mentre quella acquistata da Dani Alves dal punto di vista economico era ferma da cinque anni al momento del cambio di ragione sociale. Dunque, non c'erano tutti i requisiti per ottenere i soldi ed ecco perchè il governo potrebbe far partire un'inchiesta al riguardo. Il quotidiano Folha, però, spiega che il presidente della ONG non è il calciatore, bensì Mauricio Carlos, che qualche anno fa è stato imputato per malversazione dei fondi della Federazione Brasiliana di Lotta. Meglio o peggio così? In ogni caso un momentaccio per Dani Alves...