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Dall’Italia al Perù, Lapadula si fa grande in Copa America: ecco gli altri…traditori della Patria

(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Troppo complicato arrivare a indossare la maglia del proprio paese? Ci vuole...un doppio passaporto. L'ultimo caso è quello di Lapadula, che dopo aver sognato a lungo l'azzurro ha invece deciso di indossare...il biancorosso del Perù.

Redazione Il Posticipo

LAPADULA

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La nazionale è un sogno per tutti, ma che succede se è troppo complicato arrivare a indossare la maglia del proprio paese? Di solito ci si rassegna, a meno di non avere...un doppio passaporto. In quel caso, c'è sempre una seconda possibilità, spesso (ma non sempre) offerta da selezioni meno importanti ma comunque non disdegnabili per chi vuole provare l'ebbrezza del calcio internazionale. L'ultimo caso è quello di Gianluca Lapadula, che dopo aver sognato a lungo l'azzurro ha invece deciso di indossare...il biancorosso del Perù, il paese di sua madre. Gareca lo ha inserito nella lista per la Copa America, in cui ha segnato il suo primi gol con la nazionale. E altre storie spiegano che può essere davvero una scelta...vincente.

DIEGO COSTA

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Era il 2013, Felipe Scolari aveva concesso solo qualche scampolo di amichevole a Diego Costa senza dargli segnali positivi. il marchese Del Bosque, invece, lo ha portato a cena fuori promettendo al punterò nato in Brasile una maglia della Roja. Giura sulla costituzione spagnola e firma un documento in cui dichiara ufficialmente di rinunciare alla Seleçao: solo lì Scolari va su tutte le furie... Rosse. E forse, Scolari in questo caso sconta il karma generato dalla questione... Pepe del 2008.

PEPE

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Anche l'ex difensore del Real Madrid ha scelto il Portogallo perché stufo di aspettare. Era il 2008 e il Brasile non si era mai degnato di convocare l'irruento difensore Pepe. Giocava già da 4 anni nel Porto con ottime prestazioni così nel 2004 prende la cittadinanza portoghese e Luiz Felipe Scolari lo convoca per l'europeo. Da lì diventerà una colonna della nazionale.

ZIYECH

 (Photo by David S. Bustamante/Soccrates/Getty Images)
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Uno degli acquisti meravigliosi del Chelsea del post transfer-ban risponde al nome di Hakim Ziyech. Specializzato in genialità e assist, nasce e cresce in Olanda da genitori marocchini. Heerenveen e Twente godono della sua visione di gioco, lo chiamano "mago" ma questo non basta per farlo notare dal CT olandese. Il Marocco, nel 2015 (22 anni) decide di regalargli una maglia.

AUBAMEYANG

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Nel 1989, a Laval, paesi della Loira, nasce Pierre-Emerick Aubameyang. Nel suo caso, visti i continui spostamenti in prestito, nel 2009, pur nello scenario più ottimistico, non si sarebbe mai aspettato che sarebbe diventato uno degli attaccanti più forti del mondo: Klopp ce lo avrebbe trasformato 4 anni dopo. Così, a 20 anni decide di sposare la causa gabonese, nazionalità di suo padre.

KEVIN-PRINCE

 (Photo by Quality Sport Images/Getty Images)
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Dopo aver fatto tutto il percorso nelle nazionali giovanili tedesche, Kevin-Prince Boateng non aveva minimamente voglia di aspettare la Mannschaft. Così, nel maggio 2010 riceve l'autorizzazione a giocare per la nazionale di suo padre, proprio come l'altro ex Milan Aubameyang, in questo caso, però è il Ghana. Il fatto buffo è che nel mondiale sudafricano dello stesso anno, lui e suo fratello Jerome saranno i primi fratelli ad affrontarsi da avversari nella fase finale di un mondiale.

ITALO-ARGENTINI

 COMO, ITALY - DECEMBER 16: Pablo Daniel Osvaldo during FC Internazionale Training Session at Appiano Gentile on December 16, 2014 in Como, Italy. (Photo by Claudio Villa - Inter/Getty Images)
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Anche in Italia ci sono stati dei casi particolari. Mauro German Camoranesi non si pente di certo di non aver aspettato l'Argentina, considerando che vince il mondiale nel 2006. L'altro è Pablo Daniel Osvaldo, nato in Argentina che però vestirà d'azzurro già dalle giovanili grazie alla cittadinanza dei nonni. Nel 2011 esordisce con Prandelli 'grazie' agli infortuni di Balotelli e Pazzini. E poi c'è Vazquez, che accetta la convocazione dell'Italia per un'amichevole, ma poi ripudia l'azzurro e qualche anno più tardi veste l'Albiceleste.

ITALO-BRASILIANI

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Non solo argentini. Nella storia recente e attuale azzurra, sono scritti anche i nomi di molti brasiliani che non hanno voluto attendere o creduto nella convocazione da parte della Seleçao. Qui i nomi sono molti di più: Amauri, Thiago Motta, Eder, Emerson Palmieri. Per loro però nessuna soddisfazione in azzurro. Ma anche la Seleçao, nel frattempo, non ha vinto moltissimo escludendo la Copa America...