Dalla Svizzera attacco frontale a Shaqiri: l’ex Inter è “uno spettatore pagato milioni, tra dieci anni nessuno si ricorderà di lui”

Ventotto anni, diciassette trofei. Una vittoria in Premier League, due in Bundesliga, due Champions League e altrettanti mondiali per club con Bayern Monaco e Liverpool. Eppure, ora come ora, Xherdan Shaqiri è un mistero del calcio. E secondo l’allenatore svizzero Arno Rossini non ci sono speranze che la storia cambi…

di Redazione Il Posticipo

Ventotto anni, diciassette trofei. Una vittoria in Premier League, due in Bundesliga, due Champions League e altrettanti mondiali per club con Bayern Monaco e Liverpool. Eppure, ora come ora, Xherdan Shaqiri è un mistero del calcio. Lo svizzero, che pure ha all’attivo 82 presenze in nazionale, sembra essersi adagiato nel suo ruolo di comprimario. Quest’anno nel Liverpool campione una manciata di presenze. Così come al Bayern e persino all’Inter, dove in fondo non è che Mancini all’epoca avesse chissà quante alternative. Il motivo? Secondo Arno Rossini, leggenda della panchina del campionato svizzero, la mentalità, come spiega a Ticinonline.

SPETTATORE – “Non c’è un problema vero e proprio, c’è una motivazione: Xherdan non è un campione. È un buon giocatore che ha avuto la fortuna di militare in squadre vincenti. Non possiamo certo dire che abbia lasciato il segno con le squadre con le quali ha vinto. Non con le grandi almeno. È stato protagonista a Basilea, non certo al Bayern o a Liverpool”. In effetti in Svizzere l’esterno ha fatto faville. Poi però si è adagiato… E dire che il talento non manca. “Di qualità ne ha tanta. Ha spunti decisivi dalla trequarti in su e sa inventare giocate eccezionali. Infortuni a parte, il suo grande limite è sempre stata la continuità. Su 90’ ne gioca forse 15’. E questo di sicuro non spinge gli allenatori a metterlo in campo perchè Xherdan non è Messi. Quindi panchina. O tribuna. Diciamo che negli anni ha spesso seguito le partite delle sue squadre da spettatore, seduto nei posti migliori. Ed è anche stato pagato milioni per questo”.

DIECI ANNI – Una situazione contro cui Shaqiri dovrebbe combattere, ma che invece sembra andargli bene. “Mi viene da pensare che non sia uno che dà sempre il massimo. Se non da titolare, almeno un ruolo da riserva importante, da prima scelta in panchina, sarebbe altrimenti riuscito a ritagliarselo. Invece nulla. Solo le briciole, per una situazione sconfortante. Certo, Xherdan sta riempiendo la bacheca e vedendo crescere a dismisura il suo conto in banca; non so però in quanti, tra dieci anni, si ricorderanno di lui ripensando alle grandi squadre nelle quali ha militato”. E allora perchè Klopp lo tiene in rosa? Perchè…non può fare altrimenti. “Se ci riuscisse, il Liverpool lo scaricherebbe subito. Ma non è semplice. L’alto stipendio, gli infortuni frequenti e il fatto di essersi dimostrato tutt’altro che decisivo non lo rendono ricercatissimo. Credo che alla fine i Reds saranno costretti a tenerselo per tre anni. Magari riusciranno a mandarlo in prestito in qualche club che accetterà di accollarsi almeno una parte dell’ingaggio. Ma la cessione definitiva… quella mi sembra difficile”

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy