Dal VAR al caos al…TAS: la Champions africana finisce in tribunale

Dal VAR al caos al…TAS: la Champions africana finisce in tribunale

Dal campo alla moviola. Dalla moviola al tribunale. La finale di Champions africana è diventata un caso, destinato a chiudersi davanti alla FIFA e al TAS. La Federcalcio marocchina non ci sta….

di Redazione Il Posticipo

Dalla moviola in campo alle carte bollate. La finale di Champions africana è destinata a finire sulla scrivania della FIFA e del TAS. E così dal caos si è passati al caso internazionale. Secondo quanto riporta AS, la federcalcio marocchina ha annunciato sabato che presenterà un appello a nome del Wydad Casablanca. Abbastanza ingarbugliato per via di alcune situazioni che poterebbero comunque sfavorire la squadra marocchina…

ANTEFATTO – Tutto nasce dalla finale di ritorno tra Esperance Tunisi e Wydad Casablanca, partita (non) finita 1-0 e degenerata in caos. La gara è stata interrotta perché i giocatori della squadra marocchina si sono rifiutati di continuare a giocare, dopo che l’arbitro è andato rivedere al VAR un gol annullato al 60′ sul punteggio parziale di 1-0 (dopo l’1-1 dell’andata). La strumentazione, però, era difettosa: e mentre i giudici di gara cercavano una soluzione, ci ha pensato la squadra marocchina ad uscire dell’impasse, ben pensando di abbandonare il campo. Risultato? Gara sospesa per un’ora e mezza. Quindi, fra la contestazione generale, Esperance Campione d’Africa.

CANTONATA – Quando le immagini sono state finalmente diffuse, però, è apparso chiaro che l’arbitro abbia preso una cantonata enorme. Il gol dei marocchini era assolutamente regolare. Quindi il direttore di gara ha commesso un errore decisivo. Quanto basta per spingere la federazione marocchina a fare ricorso alla FIFA e al TAS. Ricorso che però che non potrebbe essere sufficiente… Secondo quanto riportato dal profilo twitter dell’Esperance, la difesa dei campioni si baserà su alcune basi che potrebbero lasciare la Champions a Tunisi. Sembra infatti che il macchinario fosse stato disattivato sin dall’inizio del match, proprio perchè i tecnici avevano riscontrato dei difetti. E che il tutto era stato preventivamente comunicato ai capitani delle due squadre che, consapevoli della situazione, l’avrebbero accettata. E dunque l’aver abbandonato il campo, sarebbe stato ingiustificato. Abbastanza insomma, per creare un caso. Chi ha ragione? L’unica certezza è che una situazione del genere è al limite del grottesco. E che la VAR deve ancora superare diversi test prima di essere accettata serenamente.

 

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