Dal Reality alla realtà: la favola di Empereur campione con il Palmeiras

Il ragazzo ha trascorso 12 anni in Italia crescendo nelle giovanili della Fiorentina. E dopo tanto girovagare e poca fortuna nel nostro calcio, alza la Libertadores.

di Redazione Il Posticipo

Il calcio dà, il calcio toglie.  Concede una seconda, terza e anche quarta occasione. Come quella colta da Alan Empereur, fra i campioni della Libertadores, molto “italiana”. Nel Palmeiras ci sono tante vecchie conoscenze del nostro calcio. Come Felipe Melo, simbolo delle “vecchie maniere”. Romantico e metafisico. Il centrocampista, nei pochi minuti in cui è stato in campo sarebbe entrato in tackle anche su un parente stretto. C’è anche  Luiz Adriano che è andato a cogliere oltreoceano gioie sfuggitogli in Europa. E Gustavo Gomez, passato pressoché inosservato da Milano, sponda rossonera, è campione anche lui. E poi c’è Alan Empereur. Chi? Oh, Alan Empereur quello della Fiorentina e del Verona. CHIII? Appunto. Carneade che merita un capitolo a parte. La sua storia somiglia a una favola.

REALITY  – Alan Empereur, ruolo difensore comparsa. In Italia acquisisce la prima notorietà non tanto sul campo, quanto in TV. Con i suoi compagni della Fiorentina primavera, è protagonista del docu reality “Giovani Speranze”, incentrato sulla vita dei ragazzi che sognano di sfondare nel calcio. Protagonisti, alcuni giovanissimi viola della stagione 2012 e 2013 che accettano di finire sotto gli occhi del grande fratello. In quella rosa, per la cronaca, c’era anche Bernardeschi, che però non firmò la liberatoria. Empereur invece si. E chiusa la partentesi di notorietà garantitagli da MTV si è più o meno eclissato, sino a che non ha trovato un porto a Verona. Promozione in A con gli scaligeri, e poi un ritorno in patria. Colpa, anzi merito di Juric. Poi il destino ha chiuso il cerchio.

DESTINO -Empereur lascia Verona meno di 90 giorni fa, dopo un colloquio molto franco con Juric. L’allenatore non lo ha fatto giocare molto e quando Alan gli ha detto della possibilità di tornare in Brasile per giocare nella sua squadra del cuore l’allenatore, seppur dispiaciuto, non si è opposto. Buon viaggio e altrettanta fortuna. Empereur prepara le valigie. Poi ci pensa il destino che gli gioca l’ultimo tiro mancino prima di premiarlo. Covid. Quindici giorni di quarantena in albergo. La squadra è in focolaio. 14 positivi. Ne esce fuori. Il peggio è passato, il meglio dovrà venire. Empereur è campione della Libertadores. Se è un sogno, non svegliatelo.

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