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Dal Reality alla realtà: la favola di Empereur campione con il Palmeiras

SAO PAULO, BRAZIL - JANUARY 12: Alan Empereur of Palmeiras celebrates his team's qualification to the final after a semifinal second leg match between Palmeiras and River Plate as part of Copa CONMEBOL Libertadores 2020 at Allianz Parque on January 12, 2021 in Sao Paulo, Brazil. (Photo by Amanda Perobelli - Pool/Getty Images)

Il ragazzo ha trascorso 12 anni in Italia crescendo nelle giovanili della Fiorentina. E dopo tanto girovagare e poca fortuna nel nostro calcio, alza la Libertadores.

Redazione Il Posticipo

Il calcio dà, il calcio toglie.  Concede una seconda, terza e anche quarta occasione. Come quella colta da Alan Empereur, fra i campioni della Libertadores, molto "italiana". Nel Palmeiras ci sono tante vecchie conoscenze del nostro calcio. Come Felipe Melo, simbolo delle "vecchie maniere". Romantico e metafisico. Il centrocampista, nei pochi minuti in cui è stato in campo sarebbe entrato in tackle anche su un parente stretto. C'è anche  Luiz Adriano che è andato a cogliere oltreoceano gioie sfuggitogli in Europa. E Gustavo Gomez, passato pressoché inosservato da Milano, sponda rossonera, è campione anche lui. E poi c'è Alan Empereur. Chi? Oh, Alan Empereur quello della Fiorentina e del Verona. CHIII? Appunto. Carneade che merita un capitolo a parte. La sua storia somiglia a una favola.

REALITY  - Alan Empereur, ruolo difensore comparsa. In Italia acquisisce la prima notorietà non tanto sul campo, quanto in TV. Con i suoi compagni della Fiorentina primavera, è protagonista del docu reality "Giovani Speranze", incentrato sulla vita dei ragazzi che sognano di sfondare nel calcio. Protagonisti, alcuni giovanissimi viola della stagione 2012 e 2013 che accettano di finire sotto gli occhi del grande fratello. In quella rosa, per la cronaca, c'era anche Bernardeschi, che però non firmò la liberatoria. Empereur invece si. E chiusa la partentesi di notorietà garantitagli da MTV si è più o meno eclissato, sino a che non ha trovato un porto a Verona. Promozione in A con gli scaligeri, e poi un ritorno in patria. Colpa, anzi merito di Juric. Poi il destino ha chiuso il cerchio.

DESTINO -Empereur lascia Verona meno di 90 giorni fa, dopo un colloquio molto franco con Juric. L'allenatore non lo ha fatto giocare molto e quando Alan gli ha detto della possibilità di tornare in Brasile per giocare nella sua squadra del cuore l'allenatore, seppur dispiaciuto, non si è opposto. Buon viaggio e altrettanta fortuna. Empereur prepara le valigie. Poi ci pensa il destino che gli gioca l'ultimo tiro mancino prima di premiarlo. Covid. Quindici giorni di quarantena in albergo. La squadra è in focolaio. 14 positivi. Ne esce fuori. Il peggio è passato, il meglio dovrà venire. Empereur è campione della Libertadores. Se è un sogno, non svegliatelo.