Dal gol Mondiale all’addio al triste addio al Borussia: la parabola discendente di Mario Götze

Dal gol Mondiale all’addio al triste addio al Borussia: la parabola discendente di Mario Götze

Termina senza neanche poter giocare la partita di addio la seconda avventura a Dortmund di Mario Götze, l’eroe della finalissima in Brasile. L’ultima spina in un cammino che proprio dopo quel gol è diventato più un calvario che una passerella trionfale.

di Redazione Il Posticipo

Il calcio è uno sport davvero crudele. Su un campo si può passare dalle stelle alle stalle nel giro di pochi secondi. Figurarsi, dunque, quanto può cambiare in sei anni. Gli eroi, quando non vengono più celebrati, rischiano di eclissarsi. E anche chi ha messo la firma più importante potrebbe pian piano svanire dalla memoria popolare. Non che questo possa portare Mario Götze a odiare la rete che ha regalato la quarta coppa del mondo alla Mannschaft. Ma è anche vero che, alla luce di quello che è accaduto dopo quella rete d’oro, il ricordo di quell’attimo rischia di essere più amaro che dolce.

SFORTUNA – E il ventottenne di Memmingen, dopo la mancata convocazione per Russia 2018, soffre di nuovo. E stavolta per l’addio, il secondo in carriera, al Borussia Dortmund, l’ultima spina in un cammino che proprio dopo quel gol all’Argentina che è significato un Mondiale è diventato più un calvario che una passerella trionfale. E dire che mettere la firma sulla partita più importante di ogni quadriennio a ventidue anni appena compiuti sembrava essere solo la prima di una serie di gioie per un calciatore che sembrava un predestinato. E invece sei anni dopo il destino si ribalta. Colpa di un fisico che non ha certo supportato a dovere il peso (figurato) di un talento enorme. E una certa dose di sfortuna, perchè se di mestiere fai il calciatore e soffri di una miopatia, una malattia che non permette alle fibre muscolari di funzionare a dovere, il problema è abbastanza grave. Al punto da restare fermo quasi un anno, per poi ricominciare con difficoltà.

ADDIO – Finita l’esperienza al Bayern, il ritorno a Dortmund per tornare quello di un tempo. Missione fallita, tra nuovi infortuni e una ruggine difficile da togliersi di dosso. Questa stagione, poi, è stata l’ennesima delusione, tra panchine e un addio annunciato senza troppo tatto da parte del club. E come spiega la Bild, neanche l’ultima partita ha regalato una gioia al tedesco. Con le porte chiuse i tifosi gialloneri non hanno neanche potuto dire addio a un calciatore che comunque per il Borussia ha significato tantissimo. Ma in ogni caso, il tedesco non sarebbe stato in campo, visto che la nascita di suo figlio lo ha costretto a non rispettare i protocolli di distanziamento da parte dei calciatori, impedendo la sua convocazione nelle ultime partite di campionato. Un triste finale di una storia che doveva essere diversa…

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