D’Agostino: “Simone Inzaghi deve cambiare, misurarsi con una nuova realtà. Pirlo doveva cominciare dal basso, mi lascia perplesso…”

Una carriera particolare quella di Gaetano D’Agostino, che lo ha portato a giocare in diverse piazze italiane. Ma ora l’ex centrocampista fa l’allenatore e può giudicare molti suoi ex avversari diventati…colleghi.

di Redazione Il Posticipo

Una carriera particolare quella di Gaetano D’Agostino. Le giovanili nella sua Palermo e poi la Roma, che sembra poterlo lanciare nel calcio che conta. I giallorossi però lo lasciano andare all’Udinese, dove si conquista il posto e le attenzioni mai concretizzate della Juventus e del Real Madrid, E ancora Fiorentina, Siena, Pescara e tante altre realtà per quello che è stato un giramondo del pallone tricolore. Ora D’Agostino fa l’allenatore e può giudicare molti suoi ex avversari diventati…colleghi. E lo fa ai microfoni di Maracanà sulle frequenze di TMW Radio.

DELUSIONE TORO – Dopo le prime giornate si può già valutare un tecnico? Forse no, ma D’Agostino sa già chi finora lo ha particolarmente deluso. “Giampaolo. Tutti si aspettavano una partenza diversa. Il Torino ha fatto bene con Ventura, con Mazzarri, mantenendo una certa identità di una squadra che lotta e lascia da parte lo spettacolo. Giampaolo è più accademico e ci vuole più tempo per assimilare certe idee. Ma il Torino non ti da tempo. Devi calarti subito nella cultura del club invece. Il Torino deve fare punti per prendere fiducia ma per ora è una delusione. De Zerbi e Gattuso mi stanno colpendo maggiormente invece”. Classifica alla mano, complicato dare torto all’ex centrocampista.

SIMONE E ANDREA – Che in carriera ha incrociato in campo i tecnici di Lazio e Juventus. E non mancano su di loro due opinioni non proprio neutrali, soprattutto per ciò che riguarda l’allenatore biancoceleste. “Per Inzaghi è arrivato il momento di cambiare. L’obiettivo rimane il quarto posto, almeno. Per me però deve misurarsi un una nuova realtà. O rifondi tutta la squadra o mandi via il tecnico. Pirlo? Doveva cominciare con un nuovo cammino dal basso e invece è partito subito dalla prima squadra. Sarà un’annata di transizione secondo me. Vedendo le prima partite, mi lascia perplesso. Conte? L’Inter ha steccato al derby ma lotterà per lo Scudetto”.

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