Da uomo del Mondiale a svincolato a 28 anni: la parabola discendente di Mario Götze

Tra gli svincolati che ancora possono essere acquistati spunta il nome di Mario Götze, l’eroe della finalissima in Brasile che ha regalato la quarta coppa del mondo alla Germania. L’ultima spina in un cammino che proprio dopo quel gol è diventato più un calvario che una passerella trionfale.

di Redazione Il Posticipo

Il calcio è uno sport davvero crudele. Su un campo si può passare dalle stelle alle stalle nel giro di pochi secondi. Figurarsi, dunque, quanto può cambiare in sei anni. Gli eroi, quando non vengono più celebrati, rischiano di eclissarsi. E anche chi ha messo la firma più importante potrebbe pian piano svanire dalla memoria popolare. Non che questo possa portare Mario Götze a odiare la rete che ha regalato la quarta coppa del mondo alla Mannschaft. Ma è anche vero che, alla luce di quello che è accaduto dopo quella rete d’oro, il ricordo di quell’attimo rischia di essere più amaro che dolce.

SFORTUNA – E il ventottenne di Memmingen soffre di nuovo. Stavolta perchè, a sei anni dal momento più importante della sua carriera, è rimasto svincolato. L’ultima spina in un cammino che proprio dopo quel gol all’Argentina che è significato un Mondiale è diventato più un calvario che una passerella trionfale. E dire che mettere la firma sulla partita più importante di ogni quadriennio a ventidue anni appena compiuti sembrava essere solo la prima di una serie di gioie per un calciatore che sembrava un predestinato. E invece sei anni dopo il destino si ribalta. Colpa di un fisico che non ha certo supportato a dovere il peso (figurato) di un talento enorme. E una certa dose di sfortuna, perchè se di mestiere fai il calciatore e soffri di una miopatia, una malattia che non permette alle fibre muscolari di funzionare a dovere, il problema è abbastanza grave. Al punto da restare fermo quasi un anno, per poi ricominciare con difficoltà.

ADDIO – Finita l’esperienza al Bayern, il ritorno a Dortmund per tornare quello di un tempo. Missione fallita, tra nuovi infortuni e una ruggine difficile da togliersi di dosso. L’ultima stagione, poi, è stata l’ennesima delusione, tra panchine e un addio annunciato senza troppo tatto da parte del club. Il tedesco ha sperato di trovare una squadra che gli desse fiducia, mentre si godeva una delle poche gioie recenti, la nascita di suo figlio Rome. Un nome che qualcuno aveva visto come un indizio di mercato, magari di un trasferimento nella Città Eterna, ma che finora non ha significato nulla. E quindi Götze continua ad aspettare, sognando di brillare di nuovo. Del resto, il tedesco ha appena 28 anni. E ha tutto il tempo, fisico permettendo, di capovolgere quello che al momento è il triste finale di una storia che doveva e poteva essere diversa…

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