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Da stella del futuro al ritiro a 31 anni, la strana parabola di Gregory van der Wiel

Da stella del futuro al ritiro a 31 anni, la strana parabola di Gregory van der Wiel - immagine 1

Nel 2012 Gregory van der Wiel, promessa del calcio europeo, diventa un giocatore del Paris Saint-Germain. Dieci anni dopo, a neanche 33 anni, si è ritirato già da due stagioni. Cosa gli ha impedito di diventare un campione?

Francesco Cavallini

Questa strana storia inizia nel settembre 2012, quando a fine mercato arriva l'annuncio che tutti ormai si aspettavano. Gregory van der Wiel è un giocatore del Paris Saint-Germain. Il terzino, all'epoca ventiquattrenne, arriva dall'Ajax per una manciata di milioni, sei per l'esattezza. Colpa, o merito, di un contratto in scadenza nel 2013. Gli sceicchi, ancora all'inizio del loro piano di dominio del campionato francese, offrono un contratto che nessun club è pronto a pareggiare. E così uno degli esterni più ricercati d'Europa si accasa al Parco dei Principi. Arriva il plauso degli operatori di mercato, addirittura il sito della UEFA titola "Colpo PSG, preso van der Wiel". Sembra l'abbrivio di una favola. Ma così non è.

FLOP IN FRANCIA - Dieci anni dopo, Gregory van der Wiel è sparito dai radar del calcio che conta. Anzi, è proprio sparito dal calcio, nel senso che si è ritirato da ormai due anni. Ma anche quando era ancora in attività non è che da quel lontano 2012 il terzino abbia visto il campo con tutta questa continuità. Le prime stagioni a Parigi sono state rese complicate dalla concorrenza, prima quella di Jallet e poi quella di Aurier. E pian piano l'olandese è andato scomparendo dalle gerarchie di Blanc, fino a che lo stesso Aurier si mette nei guai da solo, con il celebre video in cui insulta Blanc (errore) e Ibrahimovic (errore ancora maggiore). Ma a quel punto il rapporto con il club è segnato e van der Wiel lascia la Francia da svincolato. E si accasa al Fenerbahce, ma in Turchia l'olandese dura veramente poco. Diciassette partite in totale, intervallate da infortuni, ricadute e qualche periodo da fuori rosa.

RITIRO E PROBLEMI - E a quel punto il club di Istanbul decide, non avendo pagato il cartellino, di provare realizzare una pur minima plusvalenza. Su van der Wiel scommette quindi il Cagliari, che però lo lascia andare senza riscattarlo. L'ultima stagione è quella a Toronto, nel 2019, prima dell'addio definitivo. Ma cosa ha impedito a una delle promesse del calcio olandese, che vanta comunque 46 presenze in nazionale, di esprimersi a pieno? Con tutta probabilità, un carattere non semplice, che gli ha creato problemi dentro e fuori dal campo. Non che una volta lasciato il calcio le cose siano andate meglio. Nel 2020 si parlava di un suo ritorno sulla scena con la maglia del RKC Waalwijk, ma l'olandese non ha saputo affrontare i suoi demoni. Almeno, però, li ha resi pubblici. "Da oltre un anno soffro di attacchi di panico e ansia", ha scritto su Instagram nel novembre 2020Non proprio il finale che ci si aspettava da un inizio si carriera così folgorante.