Cutrone vede Roma e poi… segna

Cutrone regala al Milan la prima vittoria stagione con un gol allo scadere. L’attaccante italiano è una garanzia: quando vede Roma dimostra il suo ottimo feeling con la porta.

di Redazione Il Posticipo

Il Milan trova la prima vittoria della stagione. Una partita iniziata bene ma gestita con gli spettri della rimonta subita contro il Napoli pronti a riapparire a San Siro. L’epilogo è stato diverso, con gli uomini di Gattuso in grado di non subire psicologicamente il pareggio di Fazio, e riproporre il proprio gioco, premiati, alla fine, con un gol allo scadere di Cutrone, sempre più idolo della tifoseria.

ANTI ROMA – Vedo Roma e poi…segno. Deve pensarlo spesso Cutrone, che quando gioca contro i giallorossi dimostra di avere un importante feeling con il gol. L’anno scorso, all’Olimpico, va a segno nel 2-0 con cui il Milan batte la Roma. Quest’anno, entrando dalla panchina, la rete che fa esplodere San Siro. Il discorso, poi, potrebbe estendersi anche a tutta Roma, perché il giovane attaccante italiano ha segnato un gol anche contro Lazio, sebbene molto discusso, nella sfida vinta in casa per 2-1.

AGOSTO – Il calcio d’agosto, si dice, lascia il tempo che trova. I gol messi a segno, però, rimangono. Cutrone, in questo senso, non ha bisogno di tempo: l’anno scorso, nel mese di agosto, segna due gol (contro Crotone e Cagliari) e regala ai compagni due assist. Quest’anno, con 8′  di gioco contro il Napoli e 6′ contro la Roma, segna un gol. Numeri importanti, che dimostrano come il calciatore si faccia trovare sempre pronto.

PANCHINA – L’arma più forte dell’attaccante è proprio la consapevolezza nei propri mezzi. Vuole giocare, come ogni calciatore, ma sa bene di dover essere paziente e sfruttare le occasioni. Davanti a lui, negli ultimi anni, sono stati messi  André Silva, Kalinic e Higuain. Nessuno, neanche il più ottimista, poteva pensare che tra questi, il calciatore che avrebbe dato il contributo maggiore alla squadra sarebbe stato proprio Cutrone. Pronto a partire dalla panchina e dimostrare di essere  decisivo anche in partite importanti, anche per lunghi o brevissimi periodi di tempo.

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