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Cudicini racconta il “suo” Mourinho: “Ci ha dato l’arroganza necessaria per vincere. Riusciva a convincere tutti a dare il massimo”

La capacità di Mou di motivare i calciatori è fuori dal comune. Certo, lo Special One ha sempre fatto le sue scelte, escludendo subito chi non gli andava a genio. Ma con gli altri è capace di costruire un rapporto che è fondamentale nella...

Redazione Il Posticipo

Si può avere qualsiasi opinione su Josè Mourinho, ma su una cosa tutti quelli che hanno lavorato con il portoghese sono concordi: la sua capacità di motivare i calciatori è fuori dal comune. Certo, lo Special One ha sempre fatto le sue scelte, escludendo subito chi non gli andava a genio. Ma con gli altri è capace di costruire un rapporto che è fondamentale nella rincorsa al successo. Lo spiega bene Carlo Cudicini, portiere di riserva del suo Chelsea, nel libro di Harry Harris intitolato "The Boss - Chelsea, From Ted Drake to Frank Lampard".

MENTALITÁ - Il portiere racconta di come Mou sia riuscito a creare una mentalità vincente nel club di Abramovich. "Avevamo già una buona squadra, quindi quello che ci ha dato Josè è stata la mentalità necessaria per essere campioni. Quell'arroganza, quella capacità di conoscere la forza della propria squadra e di saperla spingere nella giusta dirzezione. Sono queste le qualità che ha portato al Chelsea quando è arrivato in Premier League. C'erano già calciatori importanti, ma lui è riuscito a cambiare la loro mentalità, in modo da trascinare tutta la squadra. So che i suoi metodi funzionano, perchè io sono stato un giocatore titolare e non titolare, felice o non felice della mia posizione. Da un punto di vista personale, è stato qualcosa con cui ho dovuto convivere, perchè Mourinho aveva scelto Cech. Quindi ho visto come è riuscito a convincere tutti che eravamo sulla stessa barca e a dare il massimo. E tutti, me compreso, lo abbiamo capito ed ecco perchè siamo riusciti a vincere il campionato per due anni di seguito".

RACCONTO PERSONALE - Un racconto che è anche personale, perchè Cudicini è stato uno di quei calciatori che Mou è riuscito a coinvolgere nonostante non fosse un titolare. "Ci voleva una personalità importante per ottenere un risultato simile. E Mou ha portato un metodo di allenamento nuovo, completamente diverso da quello di Ranieri. È stata una ventata di aria fresca. Il suo rapporto con la squadra era costruito sulla fiducia e io mi fidavo di lui, perchè nonostante non fossi il primo portiere in un paio di anni ho giocato 13 o 14 partite. Me le concedeva. E nonostante il titolare fosse Cech, ho avuto l'opportunità di aiutare la squadra a vincere così tanto. Il fatto di avermi fatto sentire come se avessi un ruolo importante mi ha reso felice, ed ecco come teneva tutti motivati".

SCOLARI - Cudicini non può dire lo stesso di Scolari... "Sono stato benissimo per 10 anni al Chelsea, poi è finito tutto quando è arrivato Scolari. Abbiamo avuto qualche discussione durante la preparazione, dopo di che mi ha mandato a giocare alcune partite con la squadra riserve. Non l'ha per tenermi in forma, ma per una specie di punizione. Anche se non ero l'unico che aveva avuto a che ridire con lui. Dopo sei mesi ho avuto la possibilità di cambiare squadra...e qualche settimana dopo licenziano Scolari. Ma non ho rimpianti. Andare al Tottenham è stata una grande esperienza". Ma da nessuna parte il portiere ha trovato un tecnico...così Special.