Critiche alla calciatrice USA che non canta l’inno per protesta contro Trump: “Se odi gli Stati Uniti, non giocare in nazionale!”

Critiche alla calciatrice USA che non canta l’inno per protesta contro Trump: “Se odi gli Stati Uniti, non giocare in nazionale!”

La partita tra USA e Thailandia ha detto assai poco, visto che le ragazze a stelle e strisce hanno vinto “solo” 13-0. Ma a far discutere, soprattutto in patria, è stato il momento degli inni nazionali. Mentre tutte le calciatrici statunitensi hanno cantato, Megan Rapinoe è rimasta in silenzio.

di Redazione Il Posticipo

Paese che vai, protesta che trovi. Anzi, sarebbe meglio dire “competizione che vai”, perchè l’ultimo caso eclatante riguarda un’americana a Parigi. Non è il titolo di un film, ma la storia di Megan Rapinoe, attaccante della nazionale femminile degli Stati Uniti, che assieme alle sue compagne ha giocato il primo match del mondiale contro la Thailandia. La partita ha detto assai poco, visto che le ragazze a stelle e strisce hanno vinto “solo” 13-0, ma a far discutere, soprattutto in patria, è stato il momento degli inni nazionali. Mentre tutte le giocatrici a disposizione di Jill Ellis hanno cantato, la calciatrice del Seattle Reign è rimasta in silenzio.

DICHIARAZIONI – Come riporta il Daily Mail, la Rapinoe lo aveva promesso e ha mantenuto fede alla sua parola. Il non cantare l’inno è stato il suo modo di protestare nei confronti del presidente statunitense Trump e del suo trattamento nei confronti delle minoranze. Da sempre attivista LGBT, la calciatrice ha fatto coming out nel 2012 e aveva raccontato le sue intenzioni prima del torneo a Yahoo Sports. “Probabilmente non canterò mai più l’inno nazionale. È una specie di ‘vaffa’ positivo nei confronti dell’amministrazione Trump e di come si comporta con chi la pensa diversamente”. E all’inizio di questo mondiale, a cui il Team USA si presenta come sempre tra le squadre favorite, così è stato. Nonostante questo, nei tredici gol statunitensi, c’è comunque stata la sua firma.

REAZIONI – Il che, però, non ha evitato una serie di critiche negli Stati Uniti, dove il gesto della Rapinoe è stato visto come poco patriottico. “Megan Rapinoe dovrebbe essere cacciata per la sua mancanza di patriottismo. Perchè rappresentare una nazione che odi?”, si chiede qualcuno su Twitter. Il tono dei messaggi social è più o meno molto simile: “Megan Rapinoe non si merita di indossare la maglia della nazionale. Non giocare con gli USA se non li rispetti, non rappresentare gli Stati Uniti se li odi”. Qualcun altro però si concentra sul perchè della scelta. A differenza di molti sportivi, che nel passato per protesta si sono inginocchiati all’inno nazionale, la Rapinoe non ha potuto, visto che le nuove regole federali prevedono di mantenere una posizione “corretta” quando c’è l’inno. Ma nessuna obbliga a cantare. E quindi è arrivata una protesta silenziosa…ma parecchio vocale!

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