CR7 e il…metodo Keane: “Roy era durissimo con lui, sia in campo che in allenamento, perchè sapeva che…”

CR7 e il…metodo Keane: “Roy era durissimo con lui, sia in campo che in allenamento, perchè sapeva che…”

Eric Djemba-Djemba, ex calciatore del Manchester United, spiega quanto sia importante che in una squadra ci sia qualcuno, possibilmente un senatore, in grado di “raddrizzare” chi, pur possedendo un enorme talento, rischia di sprecarlo. A Old Trafford, questo compito spettava a Keane. Qualcuno lo seguiva…altri no!

di Redazione Il Posticipo

Per sfondare, il talento serve, ma non è tutto. Molti calciatori, pur avendo tutti i mezzi possibili per diventare dei campioni, si sono persi. Colpa della “testa”, di un atteggiamento che spesso e volentieri porta chi sa giocare meglio degli altri a non impegnarsi troppo. Ecco perchè è importante che in una squadra ci sia qualcuno, possibilmente un senatore, in grado di “raddrizzare” chi, pur possedendo un enorme talento, rischia di sprecarlo. Al Manchester United in questo ruolo c’era un certo Roy Keane. E come racconta Eric Djemba-Djemba a BettingApps, a qualcuno è davvero servito averlo accanto.

CR7 – Quando è arrivato al Manchester United, Cristiano Ronaldo era un giovanissimo campione in erba. E proprio perchè in lui vedeva un potenziale enorme, Keane lo ha preso sotto la sua ala. Il che però significava…calcioni e urla a non finire. “Posso tranquillamente dire che Keane era durissimo con Ronaldo, sia in campo che in allenamento, perchè voleva che Cristiano migliorasse. E Keane sapeva che poteva diventare ancora più forte di quanto già non fosse e arrivare al livello in cui è ora. Avere qualcuno come Keane che si arrabbiava con lui ha sicuramente aiutato a lungo termine Ronaldo a trasformarsi nel calciatore che tutti conosciamo”. Alla fine, però, la cura Keane è servita.

KLEBERSON – Non si può invece dire lo stesso per il brasiliano Kleberson, che a Old Trafford non si è mai ambientato, non avendo la mentalità necessaria per giocare nello United. Il che faceva infuriare Keane, come spiega Djemba-Djemba. “Kleberson sembrava ti facesse sempre un favore a scendere in campo e voleva giocare lentamente. Mi ricordo che in una partita di Champions siamo scesi negli spogliatoi e c’era Keane che gli urlava contro. ?Ti devi svegliare, devi dare tutto, devi contrastare gli avversari! Perchè non ti va di giocare? Hai appena vinto il mondiale, che ti è successo? Devi giocare meglio!’. Ed era una scena spaventosa dal punto di vista di Kleberson. Che però rideva sempre e rideva anche mentre Keane gli diceva quelle cose. Il che faceva arrabbiare Roy ancora di più!”. Insomma, il talento non basta, ci vogliono dei bravi maestri…e la voglia di ascoltarli!

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