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CR7 avvisa lo United: “La situazione deve cambiare. Non sono qui per essere al sesto o al settimo posto”

MANCHESTER, ENGLAND - SEPTEMBER 11: Cristiano Ronaldo of Manchester United looks on during the Premier League match between Manchester United and Newcastle United at Old Trafford on September 11, 2021 in Manchester, England. (Photo by Clive Brunskill/Getty Images)

Per chi è abituato a vincere e spesso stravince, la mediocrità non è un'opzione. E per Cristiano Ronaldo le cose non possono che andare così. Il cinque volte Pallone d'Oro cerca di scuotere l'ambiente e di cambiare la mentalità dello United...

Redazione Il Posticipo

Per chi è abituato a vincere e spesso stravince, la mediocrità non è un'opzione. E per Cristiano Ronaldo le cose non possono che andare così. Il portoghese, tornato al Manchester United dopo oltre un decennio, è sempre protagonista, ma la squadra balbetta. E quindi il cinque volte Pallone d'Oro, in un'intervista concessa a SkySports, cerca di scuotere l'ambiente.

SESTO O SETTIMO - E di cambiarne la mentalità, perchè solo puntando in alto si possono raggiungere gli obiettivi prefissati. "Non accetto una mentalità diversa da quella che ci dice che dobbiamo almeno essere tra le prime tre in Premier League. Credo che per costruire cose buone, a volta ci sia bisogno di distruggere qualcosa. Quindi perchè no, anno nuova, vita nuova e spero che lo United possa essere al livello che i tifosi si aspettano. Se lo meritano. E ora possiamo cambiare le cose, so come, ma non lo dirò qui perchè non credo sia giusto da parte mia farlo. Tutto quello che posso dire è che possiamo fare meglio, tutti noi. Lo United deve lottare per cose importanti, quindi la situazione deve cambiare. Non sono qui per essere al sesto o al settimo posto, sono qui per vincere, per competere".

RANGNICK - A chi parla di una squadra che con Rangnick non ha ancora trovato un'identità, Ronaldo lancia un messaggio molto chiaro: lasciate lavorare il tecnico. "Da quando è arrivato cinque settimane fa ha cambiato molto cose, ma ha bisogno di tempo per far assimilare le sue idee ai calciatori. Ci vuole tempo, ma credo che stia facendo un buon lavoro. Sappiamo che non stiamo giocando un ottimo calcio, ma ci sono molte partite per migliorare. Da quando è arrivato, in alcune cose facciamo già meglio, ma ci vuole tempo. Non è così facile cambiare la mentalità dei calciatori, il modo in cui giocano, la cultura calcistica e il sistema di gioco. Ma credo che farà un buon lavoro".

OLE - Difficile però non pensare a Solskjaer, suo ex compagno e poi tecnico in difficoltà. Difficoltà che ha provato lo stesso portoghese, sia in campo che dal punto di vista personale. "Gli ultimi mesi non sono stati semplici a essere onesti. Abbiamo cambiato prima Ole, poi Carrick e ora c'è il nuovo tecnico. E quando si cambia spesso è sempre complicata, triste e difficile. Ole giocava con me e poi è stato il mio allenatore, è una persona fantastica, quando se n'è andato tutti erano tristi, ma fa parte del calcio. Se le cose non vanno come vuole il club, il club deve cambiare. Ero deluso, ma bisogna capire il club, è stato difficile ma la vita continua. E penso che possiamo fare ancora una buona stagione. Sappiamo che ci vorrà tempo per portare le idee del nuovo tecnico sul campo, ma guardo avanti. Dobbiamo lavorare duramente, essere uniti. Non siamo nel nostro momento migliore, ma credo che con il lavoro possiamo ottenere grandi cose, persino quest'anno". United avvisato...mezzo salvato.