Covid, la Catalogna chiude ma il Barcellona pensa di riaprire il Camp Nou…

Il club ha presentato al Segretario Generale dello Sport un protocollo per il ritorno dei suoi tifosi al Camp Nou.

di Redazione Il Posticipo

La Catalogna chiude, ma il Barcellona pensa comunque di riaprire il Camp Nou. Una scelta che fa rumore. Come riportato dal Mundo Deportivo, il club ha presentato al Segretario Generale dello Sport un protocollo per il ritorno dei suoi tifosi al Camp Nou. Una scelta maturata dopo che la UEFA ha annunciato la possibilità di accesso allo stadio fino al 30 per cento della capacità dell’impianto, qualora le autorità sanitarie locali lo consentono.

PIANIFICAZIONE – Il Barcellona ha in mente ingressi scaglionati nel tempo. L’idea è di aprire a un migliaio di tifosi per la prima partita contro il Ferencvaros. Quindi sfruttando una condizione (ci si augura) più favorevole si pensa di aprire lo stadio sino ad ospitare 25 mila tifosi. Tanti dovrebbero essere, in occasione delle sfide contro Dinamo Kiev e Juventus. Un punto di partenza per mettere a punto anche un nuovo modus operandi per garantire entrata e uscita dei tifosi nell’ambito di un piano di assoluta sicurezza battezzato “Espai Net I Segur”. Letteralmente: spazio pulito e sicuro.

RESTRIZIONI – Ovviamente l’accesso sarà soggetto a specifiche restrizioni. In primis,  l’uso obbligatorio di una mascherina. Il club ha inoltre distribuito erogatori di gel per la pulizia delle mani, debitamente contrassegnati e visibili, nonché cartelli informativi e preventivi. Nelle attività o nei servizi che richiedono il pagamento, per ridurre al minimo il rischio di contagio da Covid-19, si privilegerà il pagamento con carta e contactless. E anche per i tagliandi si darà la priorità al biglietto elettronico.

OTTIMISTI – Il club attende una risposta dalla Generalitat , che in questo caso dipende da quanto decide il Procicat . In ogni caso l’idea appare ottimista vista la situazione della pandemia in Catalogna e le nuove restrizioni che il governo ha messo in atto. L’ordinanza prevede la chiusura di tutti i bar e ristoranti della regione per 15 giorni come annunciato il presidente ad interim Pere Aragones che ha parlato di “misura dolorosa ma necessaria”.

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