Covid e nazionali, arriva il primo no: il Werder Brema impedisce ai propri giocatori di partire con le rispettive selezioni

In questo periodo, i club sono sottoposti a delle regole e delle pressioni. Per evitare problemi con i contagi, il Werder Brema vieta la partenza per le nazionali ai suoi tesserati.

di Redazione Il Posticipo

Il mondo sta affrontando la seconda ondata di diffusione del Covid-19. La pandemia da coronavirus sta mettendo a dura prova la realtà che fino allo scorso anno era la normalità. Le istituzioni stanno cercando di fare il possibile per evitare di bloccare di nuovo tutto. E così, il calcio professionistico, come altri settori, non si ferma. Questo può essere visto positivamente come una soluzione per lasciare alle persone almeno una parvenza di normalità e un’occasione di distrazione. Ma anche i club sono sottoposti a delle regole e delle pressioni. Per evitare problemi con i contagi, il Werder Brema vieta la partenza per le nazionali ai suoi tesserati.

SOLO UNO – Secondo il quotidiano tedesco Kicker, il club non permetterà ai propri nazionali di viaggiare con le rispettive selezioni durante la prossima pausa prevista per il periodo 9-17 novembre. Il Werder Brema, in effetti, è in linea con la visione nazionale. Stando a quanto riporta As, la Germania tratta tutti gli altri paesi europei come destinazioni a rischio e proprio per questo, il club ha deciso di tutelarsi non lasciando esporre i propri tesserati a un rischio di contagio superiore a quello “domestico”. Tra i vari nazionali presenti nel club di Brema, solo il portiere ceco Jiri Pavlenka, otterrà il via libera per giocare per la nazionale ma soltanto perché la Repubblica Ceca affronterà in Germania la Mannschaft.

L’ECCEZIONE E LA REGOLA – Frank Bauman, allenatore del club, ha spiegato: “Diversi club hanno sofferto l’ultima volta e non hanno potuto contare sui loro giocatori per più di due settimane“. E la scelta del club tedesco ha il competo benestare dei regolamenti FIFA. In questo periodo infatti è stato chiarito che i club non hanno alcun obbligo nei confronti delle rappresentative nazionali. Non sono infatti tenuti a lasciar partire i membri del proprio staff per impegni internazionali in paesi a rischio. Specie se, per imposizione dei governi locali, debbano affrontare una quarantena al ritorno.

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