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Covid-19, in Francia si guarda oltre: “Si può creare un modello alternativo di calcio”

La crisi offre anche delle nuove opportunità economiche. In Francia, l'economista Pierre Rondeau, guarda al futuro da una prospettiva diversa.

Redazione Il Posticipo

Pierre Rondeau, noto economista francese, ha parlato a Le Parisien. L'esperto, specializzato nel business management legato allo sport,  non ritiene che lo stop anticipato della stagione sia un danno irreparabile e guarda al futuro con una prospettiva diversa.

STOP - La tesi dell'economista non lascia molto spazio alle interpretazioni, reggendosi sui numeri. "Credo sia necessaria una sosta in questa stagione al fine di riprendere il prossimo campionato con maggiore appeal. Ci sono troppi rischi per la salute dei giocatori. Si evidenzieranno anche i pericoli legati agli incontri ravvicinati. E poi c'è il problema dei contratti da estendere. A mio avviso non c'è alcuna reale necessità economica di voler riprendere a tutti i costi. I proventi dei diritti TV che probabilmente mancheranno sono compresi tra 190 e 205 milioni di euro. Questa cifra rappresenta solo il 10% del fatturato totale delle squadre di calcio professionistiche. Se sono preoccupati per il rischio di un fallimento generalizzato del 10%, significa che occorre totalmente rivedere il sistema economico. Dunque, invece di minacciare fallimento sarebbe meglio cambiare modello".

ECONOMIA - Molto, se non tutto, del futuro della Ligue 1 dipende dai prossimi diritti TV. "Proprio per questo sarebbe opportuno valutare i danni di una sessione a porte chiuse. Per le emittenti, una partita a porte chiuse non è lo stesso prodotto. Quindi pensare che nel prossimo campionato i club  possano ricevere gli stessi soldi, mi sembra un po 'semplicistico. Non credo che  le TV pagherebbero lo stesso prezzo se il prodotto sarà diverso. Si rischia di abbassare i contratti. Anche i ricavi pubblicitari diminuiranno e questo causerà perdite per le emittenti. In sintesi: fermarsi significa rinunciare a 200 milioni di euro. Ma se tutto va bene, i diritti di Mediapro arriveranno ad agosto, con un aumento del 56%  dunque la perdita sarà compensata da questi diritti futuri".