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Courtois spiega perché non è stato facile ambientarsi nel Real: “Ramos e Navas erano amici, quindi…”

Si parla spesso di leader che prendono in antipatia il nuovo arrivato solo perché in competizione con il loro amico "titolare". Lo si è detto di Sergio Ramos e un'intervista di Courtois dà dei piccoli indizi che forse era proprio così...

Redazione Il Posticipo

Si parla spesso del peso dei capitani di una squadra all'interno delle dinamiche di spogliatoio. Ne si parla spesso anche con un'accezione negativa: una sorta di clan che si creano attorno a loro. Figure di rilievo che prendono in antipatia il nuovo arrivato solo perché in competizione con il loro amico "titolare". Si creano queste storie o leggende attorno ai grandi leader delle grandi squadre. Uno di questi è Sergio Ramos, e arriva qualche dichiarazione di Courtois che dà dei piccoli indizi che porterebbero a una parziale conferma di questa leggenda.

L'ARRIVO - Courtois ha rilasciato una lunga intervista alla testata nazionale Sporza. In questa sede, l'ex portiere di Atletico Madrid e Chelsea ha cercato di raccontare i suoi inizi al Real Madrid con una certa franchezza. "Stando a sentire tutto ciò che dice la stampa, si diventa pazzi. Qualcosa sarà vero, ma qualcos'altro non lo sarà. Prendo in considerazione quello che dicono i miei allenatori, preparatori dei portieri e compagni. Durante l'alternanza in porta con Keylor Navas, Zidane ha detto che non avevamo nient'altro da vincere, quindi il ruolo da titolare stava per passare da Navas a me. Gli piace ruotare. Siamo stai un po' distanti all'inizio, ma anche perché non avevo un rapporto con lui come quello che aveva con altri giocatori".

 (Photo by Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images)

RAMOS E IL RESTO - Poi però tutto è migliorato. "Lo ha capito lui stesso e abbiamo avuto una bella conversazione nell'estate del 2019. Da allora il nostro rapporto è migliorato molto". Ma su Sergio Ramos, il portiere belga, ha qualcosa da raccontare. Niente di scabroso, per carità: semplici dinamiche umane e umanamente comprensibili. "L'ho conosciuto poco prima da una vacanza a Ibiza. È un buon amico di Navas, quindi all'inizio non è stato facile per lui il mio arrivo. Ma mi ha accolto bene, non abbiamo mai avuto problemi". Dopodiché il belga ha affrontato altri temi come il lockdown il rapporto con il CT della nazionale e i premi individuali. Ovviamente, non poteva esimersi da nominare i suoi migliori colleghi: Neuer, Oblak, Ter Stegen e Alisson. E non Navas. Un motivo, in fondo, ci sarà...