Courtois: “Mi criticano perché sono il miglior portiere del mondo”

Courtois: “Mi criticano perché sono il miglior portiere del mondo”

Il portiere del Real Madrid analizza con serenità e una buona dose di autostima il perché a volte sia sempre soggetto a diverse critiche.

di Redazione Il Posticipo

Courtois, un periodo d’oro che non lo ha cambiato. L’autostima, di certo, non gli manca: il portiere del Real Madrid, in conferenza stampa, analizza il proprio stato di forma e le prospettive in vista del prossimo Europeo che, con ogni probabilità, vedrà il Belgio fra le grandi favorite alla vittoria finale. Morale alle stelle per l’estremo difensore che ha chiuso a chiave la porta della “Casa blanca”. Cinque partite senza prendere gol. Una bella risposta alle critiche, che a quanto pare non gli interessano molto.

SPALLUCCE -Courtois fa spallucce: non si cura di quanto dicono gli esperti. Le sue parole sono riportate da AS: “Non leggo i giornali, faccio attenzione a ciò che mi dicono i miei allenatori e i miei compagni di squadra. Chi non ha mai giocato in porta, non sa cosa significa stare fra i pali. E comunque non dubito delle mie qualità. Sono uno dei migliori portieri al mondo ed è per questo che a volte mi criticano. Sono stato sempre molto tranquillo perché contro Celta, Siviglia e l’Atlético ho sempre mostrato buone cose. Attraverso un buon periodo, è un  grande inizio di stagione e devo continuare così“.

CLEAN SHEET – La chiave della rinascita è stato Zidane. Eppure sembrava che all’inizio Cortuois fosse di troppo al Real. La serie di “clean sheet” hanno fatto cambiare idea un po’ a tutti:  “Zidane mi ha detto di rimanere concentrato. Con l’Atlético e con il Chelsea mi sono divertito moltissimo. Qui, a Madrid, penso che stia andando tutto per il verso giusto. In ogni caso, preferisco vincere 4-3  piuttosto che pareggiare per 0-0, anche perché è sempre meglio che un portiere non si rilassi.  È sempre bene comunque non subire troppi goal perché i giornali ti  seguono. Siamo spesso massacrati dalle statistiche, anche se nessuno si ferma ad analizzare il modo in cui in cui vengono segnati i gol”.

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