Courtois mette il Chelsea con le spalle al muro: cessione ora o addio a zero

Il Chelsea si gode la sua luna di miele con Sarri, ma dalle parti di Cobham non è decisamente tutto rose e fiori. Courtois si gode gli ultimi giorni di vacanza e al ritorno parlerà con il tecnico. Non che il confronto abbia molte possibilità cambiare la situazione del belga…

di Redazione Il Posticipo

Il Chelsea si gode la sua luna di miele con Maurizio Sarri, ma dalle parti di Cobham non è decisamente tutto rose e fiori. E molto dipende da due calciatori che…ancora non hanno messo piede al centro sportivo dei Blues. Willian sta facendo innervosire la società e i tifosi con la sua assenza dagli allenamenti che ormai dura cinque giorni. Ma chi spaventa davvero è Courtois, che si gode gli ultimi giorni di vacanza e per il quale al ritorno è prevista una bella chiacchierata con Sarri. Non che, secondo il Sun, il confronto con il nuovo allenatore possa cambiare la situazione del belga.

SCADENZA – Che vuole lasciare il Chelsea e vuole farlo in questa finestra di mercato. L’alternativa, del resto, non è buona per nessuna delle due parti in causa. Il contratto del portiere termina a giugno 2019 e di conseguenza, se non si raggiunge l’accordo per un improbabile rinnovo, l’estremo difensore potrà salutare il Chelsea senza che il club londinese veda un soldo da tutta la questione. E da quanto riporta il Sun, questo è il succo del discorso che Courtois avrebbe fatto alla dirigenza, confermando la sua volontà di avvicinarsi a Madrid, dove vive la sua famiglia. E dove, ovviamente, il Real lo attenderebbe a braccia aperte.

SOLUZIONE – Certo, che il miglior portiere del mondiale possa andare via per 35 milioni di euro, anche alla luce della cifra spesa per Alisson dal Liverpool, può dare fastidio al Chelsea, ma non è che Abramovich e soci abbiano tutte queste opzioni. Un braccio di ferro porterebbe il club a perdere anche la possibilità di una monetizzazione, seppur non adeguata, del cartellino del belga. Che dal canto suo, però, farà meglio a cercare una soluzione il meno traumatica possibile. Alla fine del mondiale, parlando della sua mancata volontà di rinnovare il contratto, il belga ha chiosato “parlerò con il club, ma non credo che mi metteranno in panchina se non dovessi rinnovare”. Ma con Abramovich (e anche Sarri) dall’altro lato della conversazione, forse è meglio non fare previsioni azzardate…

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