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Courtois: “Amo la F1, sono un pilota virtuale. Carlos è il mio consigliere per traiettorie e staccate”

Courtois: “Amo la F1, sono un pilota virtuale. Carlos è il mio consigliere per traiettorie e staccate”

Il portiere del Real Madrid non voleva perdersi il GP di casa  ma si trova costretto, come tutti, a fare i conti con il maltempo.

Redazione Il Posticipo

Il Gran Premio del Belgio si è trasformato in un lungo happening a causa della pioggia. Pista al limite della praticabilità, ma i tifosi comunque non hanno perso la speranza di poter vedere dal vivo i propri beniamini, anche a scartamento ridotto. Fra gli spettatori. evidentemente in una posizione più privilegiata rispetto a chi deve fare i conti con la pioggia e il vento. c'è anche Courtois. Il portiere del Real Madrid non voleva perdersi il GP di casa  ma si trova costretto, come tutti, a fare i conti con il maltempo. Le sue parole sono riprese da skysportf1.

AMAREZZA - Il calciatore, come tutti, è piuttosto deluso. Aveva pianificato la trasferta ad hoc. "Quando ho visto il calendario, ho pensato immediatamente che avrei potuto raggiungere il circuito di Spa. Sono qui, come tutti, con la speranza  di poter vedere la corsa, ma purtroppo sta piovendo tantissimo. Credo sia un peccato se non si possa correre, ma quando qui piove diviene molto complicato e la sicurezza in pista è la priorità. Sono un grande tifoso della Formula 1 e credo che questi ragazzi siano degli eroi. Io mi limito al simulatore, gioco parecchio, mi sono divertito a sfidare i piloti durante la lunga pausa legata al lockdown".

PILOTA - Il portiere del Belgio è un pilota "virtuale" ed ha anche diversi amici piloti che lo aiutano. "Mi piace molto guidare e cercare di capire meglio le piste. Nonché carpirne i segreti. Lo scorso anno mi è stato possibile correre diverse gare virtuali. Conosco diversi piloti. Carlos è uno dei miei "consiglieri" e mi ha aiutato molto specialmente nelle traiettorie e nel punto di staccata.  Posso ancora imparare e con il tempo migliorare ancora".

DIFFERENZA - Calcio e F1, due mondi differenti e separati. "Qui è molto diverso. Ho la sensazione che ogni team sia una grande famiglia, specialmente in Ferrari. Ho avuto tanti allenatori, ho vissuto diversi spogliatoi ma in Formula 1 il senso di squadra è diverso. Nel calcio ci sono compartimenti stagni fra i vari reparti. Sono tutti insieme, nel calcio sono più separati. sono un vero appassionato e se è possibile seguo qualsiasi evento legato al Gran Premio. Avevo chiesto se fosse possibile avere guidare una monoposto, ma sono troppo altro costerebbe moltissimo modificarla per permettermi di entrarci".