Costinha incorona CR7: “Impossibile non amarlo, a meno di non essere invidiosi di lui. Una volta al Real lo presero in giro e…”

Costinha incorona CR7: “Impossibile non amarlo, a meno di non essere invidiosi di lui. Una volta al Real lo presero in giro e…”

Il difensore era uno dei punti fermi del Porto di Mourinho e ha avuto anche l’occasione di conoscere molto bene Cristiano Ronaldo. I due sono stati compagni di nazionale nel periodo iniziare della carriera del cinque volte Pallone d’Oro e Costinha ha un ottimo ricordo del connazionale…

di Redazione Il Posticipo

Una Coppa UEFA e una Champions League con il Porto, campionati francesi con il Monaco e…una comparsata all’Atalanta. La carriera di Francisco José Rodrigues da Costa, meglio conosciuto come Costinha, è di quelle da raccontare. Il difensore era uno dei punti fermi della squadra che con Mourinho ha sorpreso il mondo all’inizio del nuovo millennio e ha avuto anche l’occasione di conoscere molto bene Cristiano Ronaldo. I due sono stati compagni di nazionale nel periodo iniziare della carriera del cinque volte Pallone d’Oro e Costinha ha un ottimo ricordo del connazionale, come ha spiegato ai microfoni di Goal.

INVIDIA – Del resto, anche quando era molto giovane, Cristiano ha subito dimostrato di volere eccellere. “Era chiaro da subito che voleva diventare il migliore, si allenava per esserlo. Rispettava i compagni più anziani, chiedeva loro come migliorare. È uno che lavora sodo, cerca di capire come migliorarsi. Se vede qualcuno meglio di lui nell’altra squadra, gli deve dimostrare di essere il top. Ferguson gli ha insegnato quando passare la palla e quando invece è il momento di dribblare”. Un fenomeno, in tutto e per tutto. E di certo, un personaggio polarizzante. “È impossibile non amare Cristiano Ronaldo, a meno di non essere invidiosi di lui. Gli basta un’occasione per segnare. È umile, sono felice per il suo successo”.

PERFEZIONE – Costinha racconta poi un aneddoto che spiega alla perfezione l’ossessione di Cristiano Ronaldo: la perfezione. “I giocatori del Real si stavano allenando a tirare in porta. Gli altri ne sbagliarono 6 o 10. Ronaldo su 20 ne sbagliò uno solo, ma iniziarono a prenderlo in giro e lui si arrabbiò. Prese una borsa piena di palloni, si mise a calciare da solo in porta. Doveva segnarli tutti e lo fece. Quanti giocatori sono in grado di farlo? È il suo carattere, si arrabbia quando sbaglia. Dopo l’allenamento chiesi a Mou cosa fosse successo con lui. Mi disse di lasciarlo stare, che era totalmente concentrato. Non accettava un errore”. E a 35 anni compiuti, i risultati di tanto lavoro si vedono eccome…

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