Coronavirus, trema anche la F1. Brawn: “Il GP del Vietnam è in una situazione complessa”

Coronavirus, trema anche la F1. Brawn: “Il GP del Vietnam è in una situazione complessa”

Il Coronavirus rischia di mettere nel caos anche la F1. Liberty Media è in contatto con i vari paesi che ospitano la F1, ma il GP del Vietnam è in una situazione complessa.

di Redazione Il Posticipo

Il Coronavirus fa tremare anche la F1. Allo status quo, la situazione per il GP d’Australia è abbastanza tranquilla. Il Coronavirus non spaventa la nazione che è pronta ad aprire le porta alla normalità. Molto più complicata, invece, la questione Vietnam, che rischia di diventare un caso. Il paese ospiterà, o a questo punto, dovrebbe farlo, la gara del 5 aprile, ma il Governo ha imposto la quarantena per i paesi dove vi è un focolaio. L’Italia, dunque, rappresenta una criticità considerando che non solo la Ferrari, ma anche la Pirelli, la Brembo, Haas e Alpha Tauri hanno personale proveniente dal nostro paese. In questo senso Ross Brawn ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Reuters.

RISCHIO –  Le parole dell’ex ferrarista, oggi  responsabile dell’area motorsport per Liberty Media lasciano poco spazio alle interpretazioni. “Se a una squadra viene impedito di entrare in un Paese, non possiamo fare la gara. Non una gara valida per il campionato del mondo di Formula 1, comunque, perché sarebbe ingiusta. Se una squadra sceglie autonomamente di non partecipare ad un GP è un suo problema. Laddove invece gli viene impedito, a causa della decisione di un paese, diviene complicato garantire una competizione leale”.

VIETNAM – La situazione si è ribaltata. Qualche settimana fa, il rischio era andare in Vietnam, considerato poi minimo. Allo status quo, invece, è lo stato asiatico a chiudere la porta. Brawn precisa. “Vogliono che la gara si corra, ma devono anche proteggere la loro popolazione. Quindi stiamo esaminando le soluzioni per assicurarci che tutti siano sicuri. Al momento le cose cambiano di giorno in giorno, ma per ora miriamo a ridurre al minimo il numero di persone nel paddock. Stiamo chiedendo ai team di inviare solo le persone di cui hanno davvero bisogno per una gara. Si tratta di una situazione seria, quindi non voglio sottovalutarla. Dobbiamo essere responsabili”.

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