Coronavirus, Tacchinardi: “A Crema atmosfera da guerra, la città è spettrale”

Coronavirus, Tacchinardi: “A Crema atmosfera da guerra, la città è spettrale”

L’ex giocatore della Juventus fornisce il proprio punto di vista su quanto sta accadendo in queste ore in Italia e su una delle zone più colpite.

di Redazione Il Posticipo

Alessio Tacchinardi, ex centrocampista della Juventus, intervenuto a “Stadio Aperto” su TMW Radio fornisce il proprio punto di vista su quanto sta accadendo in queste ore in Italia e su una delle zone più colpite.

DRAMMA – Senza girarci troppo intorno. La situazione a Crema è gravissima “È un momento drammatico, la situazione non sembra migliorare. Da casa mia si sentono in continuazione ambulanze ci si preoccupa per i propri cari  più anziani. Appena ho avuto la sensazione che il virus potesse arrivare anche dalle nostre parti ho evitato di mandare i bambini a scuola, ma non immaginavo si potesse arrivare a questo punto. Al mio figlio più grande ho spiegato in maniera anche decisa la situazione mentre i suoi amici ancora erano in giro. Per questi comportamenti ora si stanno pagando le conseguenze. Non so nel resto di Italia che sensazione ci sia, ma qui si respira aria di guerra”.

CHIUSO – Non è facile vivere a Crema, in questo momento. “Io esco solo per far uscire i cani e la città sembra spettrale. Ascolto la tosse secca provenire dalle case delle persone, è sconvolgente. Ho paura che il numero di contagi aumenterà nei prossimi giorni. Abbiamo perso l’ex presidente della Pergolettese a 37 anni. Era stato il mio presidente quando ero allenatore lì. Ha avuto un’infezione polmonare. Una vera tragedia. Adesso tutti hanno paura di ricominciare”.

STOP – Tacchinardi ritiene che il calcio avrebbe dovuto fermarsi prima. “Sono stato calciatore e a volte ti senti onnipotente. Credo che Juve-Inter si sia giocata per via delle pressioni esterne. In Italia è stata presa una decisione tardiva, ma sono certo che nessuno abbia agito in malafede. Nei momenti di difficoltà siamo sempre pronti a reagire. Vedere le immagini dei medici devastati mi rende orgoglioso di loro e meritano tutta la nostra stima e i nostri ringraziamenti”.

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