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Coronavirus, Song contro i licenziamenti di gruppo del Sion: “Nessuno ha capito cosa sia successo. Noi volevamo solo parlare…”

l club aveva chiesto ai calciatori di tagliarsi gli stipendi, ma al rifiuto da parte di molti giocatori della rosa, ne ha licenziati ben nove. Song, ex Barcellona e Arsenal, ha spiegato come sono andate le cose. Anche se, parole, sue, non è che...

Redazione Il Posticipo

Licenziati in tronco. Alexander Song, Johan Djourou, Christian Zock, Pajtim Kasami, Ermir Lenjani, Xavier Kouassi, Birama Ndoye, Mikael Facchinetti e Seydou Doumbia sono senza squadra dopo che il Sion ha cancellato i loro contratti. Un caso che ha colpito, nel bel mezzo dell'epidemia del coronavirus, il calcio svizzero. Il club aveva chiesto ai calciatori di tagliarsi gli stipendi, ma al rifiuto da parte di molti giocatori della rosa, ne ha licenziati ben nove. Song, ex Barcellona e Arsenal, ha spiegato a RMCSport come sono andate le cose. Anche se, parole, sue, non è che la dinamica della questione sia stata granchè comprensibile.

DOCUMENTO - "Abbiamo giocato un'amichevole venerdì 20 marzo e dovevamo vederci con il presidente, prima il lunedì e poi il martedì. Ma nessuno ci ha fatto sapere nulla. Poi martedì pomeriggio abbiamo ricevuto un messaggio su WhatsApp in cui ci dicevano che avremmo dovuto firmare qualcosa con su scritto che ci abbassavano gli stipendi, che ci avrebbero pagato circa 12mila euro. Dovevamo portare le carte firmate enro il giorno successivo a mezzogiorno. Abbiamo ricevuto questo documento senza che nessuno ci spiegasse nulla". I giocatori, però, non vogliono firmare senza capire di cosa si tratta. E il club non la prende bene.

CAPIRE - Nove licenziamenti, che per Song e gli altri sono incomprensibili. La rosa, spiega il camerunese, ha solo chiesto spiegazioni. "Sono un calciatore, non è il mio lavoro. C'è gente pagata per farlo. Io non volevo firmare, non abbiamo avuto neanche una discussione al riguardo. Tutte le squadre ora ne parlano, ma persino il nostro capitano non ne sapeva nulla. Abbiamo deciso tutti assieme di non firmare, volevamo parlare. E non abbiamo certamente avuto un comportamento non professionale. Tutti i club parlano con i giocatori per trovare soluzioni. Non capiamo cosa sia successo. Nessuno lo capisce". Per farlo, Song ha tutta l'intenzione di ricorrere alla FIFA contro il licenziamento. E chissà che per il Sion gli strascichi del coronavirus non continuino a lungo...