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Coronavirus, Rüştü racconta il suo dramma: “Un grande spavento, ma il Barcellona mi ha aiutato; mi ha dato la vita quando stavo per morire”

Rüştü Reçber ha affrontato in prima persona il coronavirus e ci sono stati momenti in cui la situazione è sembrata disperata. L'ex portiere del Barcellona e della nazionale turca ha però raccontato che nei momenti più bui, il club blaugrana...

Redazione Il Posticipo

Tanta paura, ma alla fine tutto è bene quel che finisce bene. Rüştü Reçber ha affrontato in prima persona il coronavirus e ci sono stati momenti in cui la situazione è sembrata disperata. L'ex portiere del Barcellona e della nazionale turca ha però raccontato ad AS che nei momenti più bui, il club blaugrana non lo ha fatto sentire solo. E che questo lo ha aiutato a superare la malattia.

BATTAGLIA - "È stato un processo lungo è difficile. Il nostro ministero della salute ha implementato un trattamento per il virus, i medici lo hanno applicato per dieci giorni, è stato un grande sforzo. L'appoggio dei miei cari in questo periodo è stato fantastico. Ci siamo tutti uniti per vincere questa battaglia. Alla fine si è risolto tutto con un grande spavento e sono molto felice". Anche grazie al suo vecchio club, che gli ha fatto sentire la sua vicinanza. "Il Barcellona mi ha aiutato molto, durante e dopo la malattia. In momenti come questi i piccoli dettagli non possono essere dimenticati e io non mi scordo quello che ha fatto per me il Barcellona: mi ha dato la vita quando stavo per morire di coronavirus. E voglio che sappiano che sono sempre a disposizione, voglio dimostrare la mia gratitudine a tutti, in particolare al presidente Bartomeu".

SPECIALE - Solo un anno per Rüştü al Camp Nou, abbastanza però per innamorarsi del club e dei tifosi: "La mia stagione a Barcellona è stata un'esperienza unica, per me e per la mia famiglia, sono orgoglioso di aver fatto parte del club. Ricordo di aver disputato un buon mondiale 2002 e questo ha reso possibile il mio acquisto. Tutti i giorni lì sono stati speciali ed è difficile che me ne dimentichi anche uno solo. La gente è favolosa e gentile, non potrò mai dire nulla di male del Barcellona".

XAVI - In quella stagione, il portiere è stato compagno di squadra di Xavi. E l'idea di rivedere il centrocampista a Barcellona, stavolta in panchina, lo stimola. "Ho avuto l'opportunità di giocare con Xavi e di essere suo amico. Come persona è speciale e poi ha una conoscenza di calcio ad altissimi livelli. Ma questo credo che lo sappiano tutti.... Era bellissimo condividere con lui lo spogliatoio, perchè aveva sempre delle attenzioni speciali per tutti. Sempre gentile e con il sorriso. Quando era calciatore ha fatto grandi cose per il club e credo che lo farà anche quando tornerà da allenatore. A una squadra come il Barcellona serve uno con conoscenza e capacità, Luis Enrique è l'esempio che è giusto affidarsi a chi ha vestito la maglia del club. Tutti e due sono vincenti e modelli da seguire". E se lo dice chi ha vinto la battaglia con il virus...