Coronavirus, Rudiger in tackle sugli indisciplinati. “Ignoranti, egoisti e irresponsabili”

Coronavirus, Rudiger in tackle sugli indisciplinati. “Ignoranti, egoisti e irresponsabili”

Rudiger, mai banale: il calciatore del Chelsea, in una intervista rilasciata al Kicker, non lascia spazio alle interpretazioni condannando senza se e senza ma le persone che ignorano gli avvertimenti e le regole per evitare la diffusione del Covid-19.

di Redazione Il Posticipo

Rudiger, mai banale: il calciatore del Chelsea, in una intervista rilasciata al Kicker, non lascia spazio alle interpretazioni condannando senza se e senza ma le persone che ignorano gli avvertimenti e le regole per evitare la diffusione del Covid-19.

IGNORANTI – Il calciatore del Chelsea, attualmente in quarantena, parla di come ha vissuto gli ultimi giorni. E di ciò che ha visto. “Troppa gente è ignorante e irresponsabile. Ho visto alcune foto sui social network, roba da mettesi le mani nei capelli. Sembra che ci siano moltissime, troppe persone che non capiscono il concetto. Il fatto di non essere personalmente in pericolo, non significa che nessuno sia in pericolo. Si possono recare diversi danni alle persone. Tutto è gestito alla leggera e lo trovo molto egoista”.

MESSAGGIO – Rudiger eccelle nello stacco aereo con il pallone, ma la sua è soprattutto una testa pensante: “Ritengo importante che i calciatori usino la portata mediatica dei loto messaggi  per riaffermare quando raccomandato dagli esperti a tutela della salute. Ma ovviamente, queste parole devono essere seguite anche dall’azione. Come per la raccolta fondi”. Il calciatore è molto contento che Kimmich e Goretzka abbiano lanciato la campagna “We kick Corona”. “Sono due ragazzi di grande valore umano.

DESIDERIO – Il ragazzo esprime quindi un desiderio, ben lontano dal calcio: “Il mio più grande sogno al momento è di raggiungere presto il giorno in cui il numero di persone infette sarà inferiore rispetto a quello del giorno precedente. E non implica che la Premier League continui da subito”. C’è spazio anche per le sensazioni personali e un augurio al compagno di squadra. “All’inizio mi sono ovviamente spaventato. Soprattutto quando ho scoperto che  Callum era positivo al tampone. Lui è uno dei miei amici più cari nella squadra, ma ci ho parlato personalmente e mi ha assicurato che sta bene”.

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