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Coronavirus, Ronaldinho sottoposto al test. E rischia di restare a lungo in Paraguay

Non c'è pace per Ronaldinho, nei guai con a giustizia e anche con il Coronavirus. Il corso degli eventi è legato alla pandemia e rischia di incidere pesantemente sulla situazione del brasiliano

Redazione Il Posticipo

Non c'è pace per Ronaldinho. Nei guai con a giustizia e anche con il Coronavirus. Come riportato dal Sun l'ex calciatore brasiliano è stato sottoposto ai test per verificare la positività al virus. Una routine. In ogni caso, però,  il corso degli eventi legato alla pandemia rischia di incidere pesantemente sulla situazione del brasiliano che non rientra nei casi emergenziali e dunque potrebbe restare in lista d'attesa per la valutazione del suo caso.

CORONAVIRUS - Al netto del risultato, il dilagare dell'epidemia rischia di trasformarsi in un nuovo intoppo per Ronaldinho. Il Paraguay, infatti, sarebbe pronto a un giro di vite per evitare la diffusione del virus e qualora, nel carcere, si registrasse anche un solo caso, tutti dovrebbero rimanere in isolamento. Allo status quo, considerate le restrizioni, la data è fissata per il 27 marzo, ma se la situazione dovesse degenerare e la giustizia dovesse essere condizionata dal Covid-19 anche la posizione di Ronaldinho cambierebbe.

ABBATTUTO - La detenzione, fra l'altro, sembra influire molto sul morale del calciatore brasiliano. Come riporta il quotidiano sudamericano, l'ex  giocatore di Milan e Barcellona rifiuta anche i pasti, facendo arrivare da fuori, tranite i ristoranti e gli avvocati, il cibo. Il brasiliano non è considerato un detenuto pericoloso, quindi può godere di alcuni trattamenti speciali, in una cella dotata di televisione e ventilatore. Lui e suo fratello tuttavia non sono in... "singola" ma sono costretti a condividere lo spazio con chi è accusato di truffe e corruzioni. Gli avvocati hanno già preparato le i documenti per ottenere almeno i domiciliari, ma sino alla decisione del giudice, l'asso brasiliano resterà in prigione.