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Coronavirus, l’ex Parma Prijovic viola la quarantena e viene arrestato: per lui tre mesi ai domiciliari

In Serbia lo avevano detto chiaro e tondo, nessuno è al di sopra della legge. E quando Jovic è stato accusato di aver violato l'autoisolamento, alcuni politici avevano minacciato addirittura di far arrestare chiunque si rendesse protagonista di...

Redazione Il Posticipo

Le regole sono regole e valgono per tutti, soprattutto in momenti così complicati. In Serbia, poi, lo avevano detto chiaro e tondo, nessuno è al di sopra della legge. E quando l'attaccante della nazionale e del Real Madrid Jovic è stato accusato di aver violato l'autoisolamento, alcuni rappresentanti della politica avevano minacciato addirittura di far arrestare chiunque si rendesse protagonista di comportamenti simili. Promessa mantenuta, perchè come spiega il direttore nazionale della polizia Vladimir Rebic ai microfoni dell’emittente televisiva RTS, l'onore è toccato a proprio a un calciatore.

ARRESTATO - Che, tra le altre cose, è un ex del calcio italiano. Aleksandar Prijovic, che da giovane ha fatto parte della primavera del Parma e che con i ducali ha esordito in Serie A nel 2008, è stato pizzicato a violare il coprifuoco a Belgrado e di conseguenza è stato preso in consegna dalle forze dell'odine. "Prijovic è stato arrestato insieme a molte altre persone e con essi è stato convocato in procura. Hanno violato il coprifuoco bevendo qualcosa nella hall del ristorante di un hotel di Belgrado dopo le 17:00. In totale c’erano più di cinque persone ed anche l’hotel è ritenuto responsabile perché le misure imposte vietano di servire cibi e bevande, se non a domicilio”.

DOMICILIARI - Già una figura non splendida, ma da quanto racconta l'agenzia di stampa Tanjug, ora gli toccherà davvero stare in casa parecchio, perchè sono arrivati addirittura gli arresti domiciliari. Prijovic trascorrerà dunque il resto della quarantena chiuso nella propria abitazione e forse anche quando tutti gli altri potranno uscire, lui non avrà questo privilegio, visto che la decisione della giustizia serba è stata quella di condannarlo a tre mesi. Una bella sfortuna per il serbo, che considerando tutti i paesi in cui ha giocato (Italia, Inghilterra, Svizzera, Norvegia, Svezia, Turchia, Polonia, Grecia e Arabia Saudita) ha scelto quello con le regole più stringenti per passare il periodo di isolamento...