Covid-19, Lehmann insiste: “Il virus non è un problema per chi è giovane e in salute. Il vaccino è solo una speranza, non possiamo chiudere tutto…”

La polemica, si sa, è il suo mestiere. E quindi Jens Lehmann non si sottrae a quello che ormai sembra diventato il suo nuovo ruolo: l’avversario del lockdown. Le parole dell’ex estremo difensore della nazionale tedesca suonano esattamente come uno sprone a scendere in campo senza preoccuparsi troppo…

di Redazione Il Posticipo

La polemica, si sa, è il suo mestiere. E quindi Jens Lehmann non si sottrae a quello che ormai sembra diventato il suo nuovo ruolo: l’avversario del lockdown. L’ex portiere, con un’esperienza indimenticabile (ma per i motivi sbagliati) anche in Serie A, ha appena trovato posto all’Hertha Berlino, che ha annunciato che il tedesco entrerà a far parte della dirigenza del club. E considerando che in Bundesliga si sta per ripartire, nonostante qualche caso di coronavirus nella seconda divisione, le parole dell’ex estremo difensore dello Schalke 04, dell’Arsenal e della nazionale tedesca suonano esattamente come uno sprone a scendere in campo senza preoccuparsi troppo…

VACCINO – Parlando a beIN Sports, Lehmann ha ribadito, come già fatto in passato, che la chiusura delle attività (e, per estensione, del calcio) per evitare i contagi non è assolutamente la scelta giusta. Dunque, spazio alle riaperture, con anche una bella sferzata di pessimismo sulla possibilità di trovare a breve un vaccino… “Alla fine, bisogna conviverci, perchè il questo lockdown è basato solamente sulla speranza che alla fine verrà trovato un vaccino o una medicina in grado di curare questo virus. Ma è solo una speranza. Finora non abbiamo nulla e quindi, considerando che non possiamo chiudere tutti, dobbiamo adattarci”

IN SALUTE – Del resto, come ha spiegato negli ultimi giorni, anche Lehmann ha combattuto con il coronavirus, ma ne è uscito e quindi ora può dare consigli a chi si troverà nella stessa situazione. E se ce l’ha fatta lui, che comunque ha da poco compiuto 50 anni, figurarsi atleti che sono ipercontrollati e in formissima…“Finchè i sintomi non sono pesanti, credo che i calciatori siano in grado di affrontarlo. Abbiamo parecchi calciatori infetti e la maggior parte di loro non mostra neanche sintomi. Quindi credo che per persone giovani, in salute e con un buon sistema immunitario non sia poi una preoccupazione così grande”. La questione, però, è che il ragionamento del tedesco è molto…superficiale. E sarebbe il caso di evitare di doverlo confutare per colpa di chissa quante eccezioni…al suo teorema…

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