Coronavirus, la Premier League pensa alle partite…a sorpresa: nessuna comunicazione su dove si giocheranno i match per evitare assembramenti

La Premier League, tra i grandi campionati, sembra assieme alla Bundesliga quello più intenzionato a garantire una ripresa rapida delle ostilità calcistiche. Ma anche con le porte chiuse, c’è il rischio di assembramenti. Ecco perchè in Inghilterra stanno pensando a dare alle partite location… a sorpresa.

di Redazione Il Posticipo

La Premier League, tra i grandi campionati, sembra assieme alla Bundesliga quello più intenzionato a garantire una ripresa rapida delle ostilità calcistiche. Il Project Restart, i sette punti da rispettare affinchè il torneo possa ricominciare, è stato presentato e i club dovranno attenersi alle regole imposte per far sì che la stagione 2019/20 vada in porto. Certo, qualcuno (come il Liverpool) ha più interesse degli altri a finire quello che si è iniziato nello scorso agosto, ma anche i club come il Brighton, che si oppone alle partite a porte chiuse, vogliono comunque che il calendario venga terminato per motivi economici.

ASSEMBRAMENTI – Ma, come spiega il Times, c’è comunque il rischio di assembramenti. Non tanto per chi deve giocare, con accessi allo stadio limitati anche per le troupe televisive e i giornalisti, quanto per i tifosi. Le scene del match di Champions League tra Paris Saint-Germain e Borussia Dortmund sono infatti ancora nella mente di tutti. In quel caso, le porte chiuse non sono bastate per fermare la passione (e l’incoscienza) dei supporter della squadra di Tuchel, che si sono riuniti nelle vicinanze del Parco dei Principi per tifare tutti assieme. Un problema da non sottovalutare, al punto che in Inghilterra stanno pensando a dare alle partite location… a sorpresa.

SORPRESA! – No, niente estrazioni casuali per decidere dove si giocherà, ma un certo grado di segretezza sul luogo del match. L’idea è quella di stabilire alcuni “campi neutri”, una manciata di stadi in giro per l’Inghilterra e possibilmente in zone meno colpite dalla pandemia di coronavirus. Il che, tra l’altro, scarterebbe decisamente sia Anfield che Goodison Park, considerando che la città di Liverpool ha avuto i suoi buoni problemi a contenere il contagio. Dunque, solo le società coinvolte (e ovviamente le TV) dovrebbero venire a conoscenza dello stadio in cui si giocheranno le singole partite, in modo da evitare assembramenti da parte dei tifosi. Una soluzione certamente poco ortodossa, ma che potrebbe essere presa in considerazione. Del resto, se si deve ripartire, bisogna pensare davvero a tutto…

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