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Coronavirus, Jovic e Ninkovic denunciati per essere tornati in Serbia: il calciatore del Real…aveva il compleanno della fidanzata

Coronavirus, è fuga dai paesi colpiti. E non solo dall'Italia, come dimostrano i casi di Neymar e Thiago Silva, che hanno lasciato la Francia prima del lockdown. Ma anche in paesi come il nostro o la Spagna, dove il è già effettivo, continua...

Redazione Il Posticipo

Coronavirus, è fuga dai paesi colpiti. E non solo dall'Italia, come dimostrano i casi di Neymar e Thiago Silva, che hanno preferito tornare in Brasile prima che in Francia venissero imposte misure restrittive per evitare il diffondersi del contagio. Ma in paesi come il nostro o la Spagna, dove il lockdown è già effettivo, continua comunque a esserci chi cerca di sfuggire all'isolamento forzato. È il caso di due calciatori serbi, entrambi rientrati in patria nonostante si trovassero in nazioni in cui i contagi sono molti. E anzi, uno dei due è addirittura sfuggito alla quarantena imposta al Real Madrid.

FUGA - I mediaserbi, riportati da Goal, spiegano infatti che le autorità hanno provveduto a denunciare i calciatori Luka Jovic e Nikola Ninkovic, rispettivamente in forza ai Blancos e all'Ascoli. Fa particolare scalpore il caso dell'attaccante, che in teoria dovrebbe essere isolato dopo che un membro del Real Madrid di basket è risultato positivo al coronavirus. E considerando che proprio Jovic aveva spiegato di essere preoccupato perchè aveva utilizzato gli stessi macchinari medici dell'atleta contagiato, risulta almeno particolare la sua decisione di fuggire. Così come il motivo, il compleanno della sua fidanzata. Certamente una ricorrenza importante, ma non abbastanza da essere considerata caso di assoluta necessità.

IL GOVERNO - E quindi sia per il calciatore del Real che per quello dell'Ascoli, del quale però non si conoscono le ragioni per il ritorno in Serbia, è scattata la denuncia. Lo spiega, come riporta l'ANSA, ma senza fare nomi il ministro dell'interno Nebojsa Stefanovic. "Abbiamo denunciato anche alcuni noti esponenti dello sport. Costoro ne risponderanno dinanzi ai giudici". E anche il primo ministro Ana Brnabic si era espressa contro i molti ritorni in patria dei calciatori serbi che giocano all'estero. Ora rimane da vedere se le denunce penali avranno un seguito. E chissà che colpire personaggi celebri, anche dello sport, non serva a far capire a tutti la necessità dell'isolamento.