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Coronavirus, invece di tagliare gli stipendi ai calciatori il Newcastle…non paga più chi lavora nel club

I problemi all'economia causati dal coronavirus colpiscono il calcio e ogni club cerca di correre ai ripari. Ma al Newcastle, invece di chiedere sacrifici ai calciatori, non si pagano gli stipendi allo staff e a tutti quelli che lavorano nel club....

Redazione Il Posticipo

I problemi all'economia causati dall'epidemia di coronavirus colpiscono anche il calcio e ogni club cerca di correre ai ripari. Certo, quando si parla di calcio, soprattutto ad altissimi livelli, gli esborsi delle società arrivano per la maggior parte dal monte stipendi delle stelle sotto contratto. Non per nulla, persino club ricchissimi come il Barcellona hanno chiesto ai loro calciatori di diminuirsi lo stipendio, almeno finchè l'emergenza non sarà terminata e si tornerà a giocare (e a incassare). Il tutto per impedire che la crisi vada a ripercuotersi su chi lavora per i club ma non guadagna certo quanto i giocatori.

TAGLI - Da qualche parte, però, si fa il ragionamento opposto. Invece di chiedere (o di imporre) sacrifici ai calciatori, non si pagano gli stipendi allo staff e a tutti quelli che lavorano nel club. È la scelta molto controversa di Mike Ashley, proprietario del Newcastle United. Che, come spiega il Mirror, ha deciso di non mettere mano al monte ingaggi della prima squadra, che supera i cento milioni di sterline, ma piuttosto di smettere di pagare chi lavora per le Magpies. Ai lavoratori è stato chiesto di aderire al programma governativo che prevede il pagamento dell'80% dei salari di chi ha visto le sue entrate ridursi a causa del coronavirus.

REAZIONI - E persino la fondazione del club che si occupa di beneficienza è stata colpita dai tagli. Dunque, tutti quelli che nei giorni scorsi avevano cominciato a confezionare pacchi con beni di prima necessità da distribuire alle persone anziane in isolamento a Newcastle, ora smettono di lavorare e devono chiedere il sussidio statale. Una decisione, quella di Ashley, che è stata presa con un certo sconcerto in città. Mentre tutti i club cercano di diminuire il monte ingaggi chiedendo un sacrificio temporaneo a chi guadagna milioni, il numero uno bianconero va a colpire chi di certo impatta meno sui conti del club. E poi, chiosa qualcuno sui social, si chiede perchè la tifoseria vorrebbe un suo addio immediato...