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Coronavirus, in Bielorussia si gioca a porte aperte ma i tifosi sono pronti al boicottaggio

Per colpa della pandemia di coronavirus, il calcio è fermo in tutto il mondo. O quasi, perchè da qualche parte si continua a giocare. Tra i 54 campionati nazionali della UEFA, l'unico che va avanti, addirittura a porte aperte, è quello...

Redazione Il Posticipo

Per colpa della pandemia di coronavirus, il calcio è fermo in tutto il mondo. O quasi, perchè da qualche parte si continua a giocare. Tra i 54 campionati nazionali della UEFA, l'unico che va avanti, addirittura a porte aperte, è quello bielorusso, nonostante le critiche siano arrivati sia dall'interno (come dimostrano la parole dell'ex stella della nazionale Hleb) che un po' da tutto il mondo. Il governo e la federazione, però, vanno avanti, in barba alle possibili conseguenze. Conseguenze che però potrebbero pagare i tifosi, che a questo punto diventano i primi a lamentarsi. E, come riporta AS, a boicottare il campionato.

PROTESTA - La politica di continuare come nulla fosse ha infatti provocato la protesta da parte delle tifoserie organizzate di alcune squadre del massimo campionato bielorusso, che hanno deciso di chiedere a tutti di non assistere ai match in programma. A dare il via a questo sciopero del tifo sono stati i tifosi del Neman Grodno che, attraverso un comunicato, hanno spiegato che smetteranno di seguire le partite della loro squadra, sia quelle che in casa che quelle in trasferta. E non solo, perchè viene chiesto anche agli altri gruppi ultras di seguire l'esempio e di evitare di riempire gli stadi in un momento in cui gli assembramenti di persone possono causare problemi enormi.

"PSICOSI" - "Rimaniamo in casa, riduciamo i rischi che possono portare a una propagazione del virus. Proteggi te stesso e i tuoi cari". Così termina il comunicato che lancia la protesta. E l'idea ha già ricevuto la prima adesione, quella dei tifosi dello Shakhtyor Soligorsk. Resta da vedere cosa se ne farà la federazione delle proteste, anche considerando che la decisione di continuare a giocare ha il pieno appoggio del governo e del presidentissimo Lukashenko. Il quale qualche giorno fa ha ben pensato di esibirsi durante una partita di hockey su ghiaccio, con tanto di pubblico. "È una psicosi, gli sport sono una medicina", ha spiegato il leader bielorusso. Ma i tifosi, per non rischiare, hanno preso la loro decisione.