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Coronavirus, il Wuhan Zall torna a casa: tifosi alla stazione con fiori, maglie e…mascherine

Mentre tutto il mondo combatte il coronavirus, la Cina comincia a intravedere i primi segnali di una semi-normalità. E il Wuhan Zall, la squadra della città da dove è partita la pandemia, ha potuto fare ritorno a casa dopo la quarantena a...

Redazione Il Posticipo

Mentre tutto il mondo combatte la battaglia contro il coronavirus, il paese dove tutto è cominciato, la Cina, comincia a intravedere i primi segnali di una semi-normalità. E tra i protagonisti della fase 2 cinese non può che esserci il Wuhan Zall, la squadra della città in cui si è manifestato per la prima volta il Covid-19. I calciatori, guidati dal tecnico spagnolo José González, erano all'estero quando il contagio ha cominciato a diffondersi pesantemente in Cina, proprio in Spagna,  dove si stava preparando per l'inizio della Chinese Super League.  I ventisette calciatori della squadra erano arrivati a fine gennaio all'aeroporto di Malaga per il ritiro pre-stagionale a Cadice.

ESILIO - Quando è esplosa l'epidemia, tutti quanti sono stati controllati e nessuno aveva sintomi, anche perchè persino nei giorni precedenti al loro arrivo i giocatori si erano allenati lontano da Wuhan. Le autorità cinesi hanno però rinviato il campionato e la squadra ha preferito rimanere nella penisola iberica, mentre nella città dove gioca di solito era in atto una quarantena. Nel frattempo i calciatori hanno continuato ad allenarsi e, nella sfortuna, hanno avuto un'occasione davvero unica: assistere al Clasico tra Real e Barça dietro invito dei Blancos. Poi però, con il deteriorarsi della situazione nel paese iberico, la squadra ha fatto ritorno in Cina.

RITORNO - E ora, come riporta AS, dopo tre settimane di quarantena obbligatoria passata a Shenzen, il Wuhan Zall è tornato...a Wuhan, che nel frattempo non è più zona rossa e ha abbandonato le restrizioni più pesanti, come quelle all'ingresso e alla circolazione in città. Ad attenderli alla stazione, un gruppo di tifosi con sciarpe, maglie, mazzi di fiori...e mascherine, perchè la prudenza giustamente non è mai troppa. Un benvenuto forse inatteso ma certamente gradito, in attesa di poter riprendere con gli allenamenti. La testata spagnola indica che González dovrebbe guidare la prima seduta "casalinga" dopo tre mesi di peregrinazioni nella giornata di mercoledì. Nulla di speciale, ma una storia che spiega che prima o poi si può ricominciare...