Coronavirus, il Lione e altri club francesi mettono in cassa integrazione parziale i calciatori

Coronavirus, il Lione e altri club francesi mettono in cassa integrazione parziale i calciatori

Mentre si discute un po’ in tutta Europa su quando riprendere a giocare, c’è un altro problema che tiene banco nel calcio del Vecchio Continente. Gli emolumenti ai calciatori. Dovendo far fronte a tutte le spese di gestione viva, i club non sanno come cercare di diminuire le passività. Ma in Francia hanno avuto un’idea…

di Redazione Il Posticipo

Stipendi sì o stipendi no? Mentre si discute un po’ in tutta Europa su quando riprendere a giocare, considerando che in alcuni paesi il contagio da coronavirus è cominciato da poco, seppure con numeri in crescendo, c’è un altro problema che tiene banco nel calcio del Vecchio Continente. Gli emolumenti ai calciatori. In un periodo di crisi mai vista, con l’impossibilità di giocare dovendo comunque far fronte a tutte le spese di gestione viva, i club non sanno come cercare di diminuire le passività. Dunque, qualcuno sia in Germania che in Italia ha proposto il taglio degli stipendi dei calciatori, al momento su base volontaria.

TAGLI – In Germania c’è stata polemica, anche se la DFL, che organizza la Bundesliga, si è detta d’accordo. In Italia il presidente federale Gravina ha spiegato che non deve essere un tabù parlare di tagli per i calciatori. E in Francia, dove di rivoluzioni sono assai pratici, si portano avanti con il lavoro. Attraverso un comunicato ufficiale, il Lione, l’Amiens e il Bordeaux hanno annunciato che i calciatori percepiranno il 70% dei loro stipendi fino a data da destinarsi. Una decisione che rappresenta una vera e propria messa in disoccupazione della rosa dei tre club, seppure in maniera parziale. E per quanto possa sembrare unilaterale, i club ha fatto appello alla legge transalpina.

INDENNIZZO – Come spiega Goal, si tratta infatti una norma prevista per le aziende costrette a sospendere e ridurre le proprie attività e che quindi è estendibile anche alle società di calcio. In questo modo i club possono sgravarsi parte degli stipendi, pagando un corrispettivo temporaneamente più basso ai suoi giocatori, ma potendo comunque tenerli in rosa come tesserati e quindi dipendenti. Certo, i club di Ligue 1 non potranno chiedere un aiuto allo stato come tante piccole imprese, ma in fondo meglio di niente Insomma, il coronavirus non guarda in faccia nessuno, così come le ripercussioni economiche. Ma a questo punto, hanno pensato in Ligue 1, anche i calciatori sono normali lavoratori dipendenti…

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