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Coronavirus ed isolamento, il Siviglia si affida allo psicologo: “I giocatori non sono macchine, vanno capiti”

Il Coronavirus ha paralizzato il calcio, ma gli effetti si vedranno anche nel tempo, nelle dinamiche di cambiamento comportamentali. Il Siviglia anticipa i tempi e si affida allo psicologo.

Redazione Il Posticipo

Il Coronavirus ha paralizzato il calcio, ma gli effetti si vedranno anche nel tempo, nelle dinamiche di cambiamento comportamentali. L'effetto della pandemia lascerà ovviamente delle scorie da cui non saranno immuni anche i calciatori. Ecco perchè il Siviglia e il suo allenatore Lopetegui, come riportato da AS, si affideranno allo psicologo.

FISICO - Ai tempi della nazionale, Juan Carlos Álvarez Campillo ha lavorato con Lopetegui. E la coppia si è ricomposta a Siviglia. Il preparatore mentale, in certi casi, assume la stessa importanza di quello fisico. In questa ottica Campillo non ha alcuna preoccupazione. "I giocatori di calcio hanno insita forza, disciplina e senso di responsabilità legata alla loro routine quotidiana. Si prendono cura del cibo, riposano. Sono consapevoli che questo periodo di riposo può aiutarli a tornare al massimo della forma fisica".

CAMPO - Il problema è riabituarsi al campo, in tutti i sensi. "Dopo la pandemia rivaluteremo diversi registri comportamentali. Non è impensabile che ci sarà una tendenza ad evitare le altre persone per una sorta di istinto di sopravvivenza. All'inizio sarà complicato, poi il corpo e il cervello si riabitueranno alla nuova routine. Il calciatore, essendo uno sportivo e un competitivo, è abituato a inseguire risultati e a lavorare per ottenerli quindi sarà più facile, per loro, riabituarsi".

GIOCO - Campillo ritiene che anche i calciatori comunque abbiano bisogno di tempo. E anche i tifosi dovrebbero capire la situazione. "L'aspetto mentale ed emotivo è sempre importante. I giocatori non sono protagonisti di un videogioco. Non sono macchine. Si parla di persone che hanno sentimenti ed emozioni. Ed ansie e preoccupazioni fuori dal campo possono essere ingigantite dalla costante lente d'ingrandimento che hanno sempre addosso. Ecco perché nessuno vuole fallire e a volte saltano i nervi. Dovremmo capire ed essere più comprensivi con loro".