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Coronavirus, Carli: “Il calcio sia unito. Questione di salute, non di fuorigioco e rigori…”

Prima della sfida fra Cagliari e Roma il dirigente dei sardi prende una posizione netta sulle polemiche che accompagnano il rinvio delle sfide di campionato.

Redazione Il Posticipo

Campionato in tilt e polemiche a gogo. Prima della sfida fra Cagliari e Roma Carli interviene in tackle. Il dirigente dei sardi prende una posizione netta sulle polemiche che accompagnano il rinvio delle sfide di campionato. Le sue parole sono riportate dai microfoni di Sky Sport.

RESPONSABILITÀ - "Noi dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. Quando noi siamo bravi, ci prendiamo gli applausi, quando sbagliamo siamo degli ingenui (eufemismo). La divisione danneggia il calcio. E il Cagliari, la Juventus, la Sambenedettese e tutti noi. Non esiste fare polemica e che ognuno tiri l'acqua al proprio mulino. Qui si parla di una situazione di salute pubblica. Io mi preoccupo per la mia famiglia, i miei figli, gli amici e i parenti. Non è questione di un rigore dato o non dato, di un gol in fuorigioco".

UNITI - Il direttore sportivo del Cagliari invita all'unità. "Noi siamo stati sei ore in albergo la settimana scorsa prima di capire cosa fare. E credo che dobbiamo pensare alla salute pubblica. Se ci si dice di giocare al mattino si gioca al mattino. Se ci si dice giocate la sera, si giochi la sera. Se il calcio non si fa vedere unito in questo momento significa che ci facciamo del male da soli. Poi in campo cerchiamo di fare di tutto per vincere. Verranno, come sempre, anche i momenti delle polemiche ma in questo momento siamo di fronte  a una problematica molto più grande. Forse qualcuno non capisce che qui c’è in gioco la salute di tutti. Dobbiamo parlare poco, accettare la situazione e difendere il calcio".