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Coronavirus, Carboni: “In Spagna hanno sottovalutato la cosa. Le scadenze mi sembrano improvvisate”

Amedeo Carboni vive da vicino l'esperienza in Spagna.

Redazione Il Posticipo

La Spagna vive un momento delicatissimo. E oltre i Pirenei c'è Amedeo Carboni. L'ex giocatore della Roma è intervenuto ai microfoni di TMW Radio per parlare della situazione legata alla diffusione del Covid-19 che rischia di mettere in ginocchio il paese.

SOTTOVALUTATO - L'ex calciatore, che vive a Barcellona, sottolinea come il problema sia stato preso alla leggera. "Era un qualcosa che non ci aspettavamo, e adesso è il momento di rimboccarsi le maniche. Mi ero un po' sorpreso: l'Italia stava prendendo misure drastiche e qui si viveva tutto in modo molto leggero. E pensare che all'inizio ci hanno anche preso in giro. Ora però tutti stanno percorrendo la linea tracciata dagli italiani. Ci hanno detto di tutto, ma quando le cose stanno male, hanno seguito noi".

GIRO DI VITE - Non si escludono ulteriori giri di vite. Sia in Italia che in Spagna. "Il Governo adotterà, credo, misure ancora più drastiche. Per colpa di pochi non possiamo mettere in pericolo al vita di altri. Anche in Spagna hanno capito che, come l'Italia, dovranno utilizzare ospedali da campo, perché non ci sono strutture. Lo sport si è dato delle scadenze, ma mi sembrano tutte improvvisate. Finchè non ci sarà una soluzione, non si riprenderà come prima. A queste condizioni è impossibile parlare di date. Non si può andare allo stadio se c'è ancora il virus e non c'è un farmaco che lo combatte. Credo che finché non si troverà qualcosa di risolutivo, non credo  si possa tornare ad una vita normale. Capisco che tutte le Federazioni vorrebbero riprendere il prima possibile,  per portare a termine le stagioni, ma potrebbe anche servire chiudere tutto fino alla prossima estate, ad agosto".