Coronavirus a Liverpool, colpa…dei tifosi dell’Atletico: “Sono venuti in 3000 a bere nei pub, avremo più infetti per questa storia…”

Coronavirus a Liverpool, colpa…dei tifosi dell’Atletico: “Sono venuti in 3000 a bere nei pub, avremo più infetti per questa storia…”

L’Inghilterra del calcio (e non solo) si sveglia in piena sindrome da coronavirus, con il football di Sua Maestà scosso da diversi casi importanti. E l’esperto di salute pubblica John Ashton ha attaccato il governo per la decisione di far disputare Liverpool-Atletico a porte aperte.

di Redazione Il Posticipo

L’Inghilterra del calcio (e non solo) si sveglia in piena sindrome da coronavirus. Il Premier Johnson spiega che “molti perderanno prematuramente i loro cari”, non proprio il modo più delicato di ammettere che la situazione è grave. E anche il football di Sua Maestà è scosso da diversi casi importanti. Tre giocatori del Leicester, il tecnico dell’Arsenal Arteta e la stellina del Chelsea Hudson-Odoi sono tra i contagiati e ormai lo stop alla Premier League sembra inevitabile. Ma il calcio crea problemi anche fuori dal campo, come spiega alla BBC John Ashton. L’esperto di salute pubblica ha attaccato il governo per la decisione di far disputare Liverpool-Atletico a porte aperte.

TIFOSI SPAGNOLI – Il match tra i campioni d’Europa in carica e la squadra di Simeone è stato uno spettacolo in campo e sugli spalti, ma a Liverpool e dintorni la mattina seguente ci si è svegliati con 10 casi conclamati di coronavirus. Un numero che per Ashton è destinato a salire, vista la presenza dei tifosi dell’Atletico in città per qualche giorno. “Prendete Madrid. Lì giocano le partite a porte chiuse, ma qui arrivano 3000 tifosi che sono rimasti in città, a bere nei pub. E una parte di loro sarà positiva al coronavirus. Di conseguenza avremo ancora più abitanti infetti a causa di questa storia. Il Governo deve smettere di trattare il paese come se avesse a che fare con dei bambini”.

TUTTO CHIUSO? – Una dichiarazione che ha fatto abbastanza scalpore, soprattutto in Spagna, dove a passare da untori non ci stanno. L’intervista di Ashton, però, sottolinea la mancata reazione del Regno Unito e del calcio inglese alla pandemia. Mentre un po’ ovunque si chiudevano le porte degli stadi, oltremanica si è continuato a giocare come nulla fosse. Ma ora, con parecchi casi conclamati, si passerà con tutta probabilità alla sospensione definitiva del campionato, senza passare per le partite senza pubblico. E il danno, come dimostrano i casi di positività che spuntano tra calciatori, staff e dirigenti, è comunque bello che fatto.

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