Dal Qatar ai campionati continentali: ecco il futuro della Coppa America

Il Qatar è stato invitato alla Coppa America, che dal 1993 ospita anche nazioni non sudamericane. E che tra qualche anno potrebbe trasformarsi ancora di più.

di Francesco Cavallini

Benvenuti a tutti i telespettatori al primo match di questa Coppa America 2019, quello che mette di fronte i padroni di casa del Brasile…ed il Qatar. Suona male, vero? Beh, qualcosa del genere accadrà l’anno prossimo, perchè al Bilbao International Football Forum è arrivato l’annuncio ufficiale: la nazionale del Golfo Persico parteciperà alla più antica competizione continentale per nazionali. Il Qatar è stato invitato assieme al solito Messico, battendo la concorrenza di Cina e Giappone, ma solo perchè Portogallo e Spagna, che anche da un punto di vista storico-culturale avrebbero potuto accampare più diritti, saranno impegnate nella Nations League e non potranno accettare la gentile proposta della Conmebol.

Perchè alla Coppa America sono invitate altre nazioni?

E quindi tocca ai qatarioti rivestire l’ormai tradizionale ruolo di corpo estraneo all’interno della gloriosa Coppa America. Un qualcosa che si è reso necessario nel corso degli anni, per garantire una formula più semplice. La squadre affiliate alla Conmebol sono infatti dieci (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia, Venezuela, Cile, Perù, Colombia ed Ecuardor), non esattamente un numero semplice per la creazione di classici gironi da quattro. E di conseguenza, a partire dal 1993, gli organizzatori hanno sempre invitato altre due nazionali per far quadrare i conti e arrivare al più divisibile (nonchè gestibile) numero di dodici partecipanti.

Messico presenza fissa, poi varie ed eventuali

Presenza ormai fissa nella Coppa America è quella del Messico, che per prossimità geografica e tradizione calcistica è ormai parte integrante del panorama della competizione continentale sudamericana, al punto che in un paio di occasioni il Tricolor ha anche rischiato di portarsi a casa il trofeo, come avvenuto nel 1993, al debutto assoluto, contro l’Argentina di Batistuta, o nel 2001 contro la Colombia di Ivan Cordoba. Assieme al Messico sono spesso state invitate altre nazionali della Concacaf, come gli Stati Uniti, ma l’onore è toccato anche al Giappone nel 1999. Ora l’Asia torna a fare capolino, mentre per l’Europa ci sarà ancora da attendere. Anche se gli ultimi sviluppi fanno presagire che questa possibilità potrebbe non esserci addirittura mai più.

Dal 2020 Coppa America di nome e di fatto?

Sarà la familiarità con il Messico, oppure la voglia di offrire un prodotto in grado di fare concorrenza ai campionati europei, ma l’intenzione delle due federazioni continentali americane è infatti quella di offrire, a partire dal 2020, i…campionati panamericani. Un torneo a cadenza quadriennale, che veda la presenza congiunta di tutte le dieci squadre della Conmebol e delle dieci della Concacaf, sulla falsariga della Coppa Centenario, disputatasi proprio nel 2016, stesso anno degli Europei in Francia, e vinta dal Cile contro l’Argentina. Una Coppa America di nome e di fatto, con partecipanti e tifosi dal gelo del Canada a quello della Patagonia, che vada a sostituire l’attuale formato e a rendere obsoleta la Gold Cup dei vicini nordamericani. Con tanti saluti alla tradizione. Anche se, forse, meglio questo scenario che Brasile-Qatar…

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