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Conte: “Questa squadra deve sapere che vince solo se lotta. Dobbiamo essere delusi”

LONDON, ENGLAND - NOVEMBER 21: Antonio Conte, Manager of Tottenham Hotspur celebrates their side's victory after the Premier League match between Tottenham Hotspur and Leeds United at Tottenham Hotspur Stadium on November 21, 2021 in London, England. (Photo by Ryan Pierse/Getty Images)

La differenza è arrivata dalla panchina

Redazione Il Posticipo

Il Tottenham vede le streghe contro il Morecambe nel terzo turno di FA Cup. Sino al 74' la sua squadra era fuori dalla competizione, in svantaggio contro una squadra di terza divisione. E solo a cinque minuti dalla fine sono arrivati i gol qualificazione. Quanto basta per irritare il pubblico e deludere Antonio Conte. Le sue parole sono riprese da Football London.

QUALITA' - La differenza è arrivata dalla panchina. Le sostituzioni hanno permesso a Conte di trovare la chiave per ribaltare il punteggio. "Penso che in questo tipo di partite occorre dare spazio a chi ha giocato meno, ma per gran parte della partita la squadra ha faticato parecchio. Quando si subisce gol su calcio piazzato e non si creano occasioni da gol, l'avversario si carica e inizia a sentire di poterti battere. Credo che si debba essere delusi. Alla fine il nostro obiettivo era quello di passare il turno e concedere un po' di riposo a chi aveva giocato così tanto in un periodo molto intenso, dunque può anche andare bene così ma è l'unico aspetto che può renderci soddisfatti".

AMBIENTE - I tifosi non hanno apprezzato quanto visto in campo. E sono piovuti i primi fischi. "Ero concentrato sul campo, se qualcuno è deluso da noi, credo sia normale. Sono stato calciatore anche io ed è capitato che il pubblico fosse scontento della mia prestazione. Fa parte del gioco, la squadra deve essere consapevole che i tifosi saranno felici solo se saremo all'altezza delle loro aspettative. Se pensiamo che i tifosi debbano essere felici in qualsiasi momento, se vinci o perdi, penso che non sia giusto. Io, di sicuro, quando non vinco, non sono felice, sono arrabbiato e penso che vada bene così".

SCELTE - La sfida lascia in eredità anche l'idea che alcune scelte siano obbligate. "L'idea era ruotare uomini e scelte. Era chiaro che serviva una soluzione diversa. Se la squadra gioca in un certo modo e poi in panchina giro la testa e vedo i migliori giocatori allora è necessario operare qualche cambiamento. In ogni caso penso che questa squadra debba crescere molto. E soprattutto lottare. Dobbiamo essere consapevoli della nostra situazione".