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Conte: “Chelsea? Non devo dimostrare niente a nessuno. Non parlo di Lukaku”

LONDON, ENGLAND - NOVEMBER 04: Antonio Conte, Manager of Tottenham Hotspur gives instructions during the UEFA Europa Conference League group G match between Tottenham Hotspur and Vitesse at Tottenham Hotspur Stadium on November 04, 2021 in London, England. (Photo by Julian Finney/Getty Images)

Il tecnico è realista nonché orgoglioso del proprio lavoro.

Redazione Il Posticipo

Antonio Conte è in "mood" Carabao Cup, sfida a eliminazione diretta con il Chelsea. Il tecnico del Tottenham ha le idee chiare e afferma di non avere nulla da dimostrare a nessuno al Chelsea nell'attesa del suo primo ritorno  da avversario a Stamford Bridge dopo l'addio nel 2018 . Il manager torna con il Tottenham per la semifinale di andata di Carabao Cup e sarà sicuramente emozionante, visti i rapporti che ha stretto durante le sue due stagioni a Londra. Le sue parole sono riprese da Football London. 

VINCERE - Il tecnico è realista nonché orgoglioso del proprio lavoro. "Sarà un piacere per me tornare a Stamford Bridge”. Ho trascorso due stagioni in cui ho creato un buon rapporto con giocatori, staff, persone che lavorano al Chelsea, li ringrazio perché mi hanno dato la possibilità di lavorare e accumulare esperienza in Inghilterra ma non devo dimostrare niente a nessuno. In questo momento, il Chelsea è più pronto di noi a vincere, sono Campioni d'Europa in carica. Noi abbiamo ampi margini di miglioramento, ma utilizzare il verbo vincere è importante perché stimola a costruire qualcosa di importante. Altrimenti non resta che sperare".

COVID - Sulla partita, come sul calcio inglese ed europeo, pesa l'incognita legata al covid. "Stiamo vivendo questa situazione, non solo come Tottenham. La questione riguarda tutti i club. Dobbiamo essere pronti a trovare sempre le soluzioni giuste, migliori per la squadra. Di certo non è semplice, per una allenatore, cambiare all'improvviso il piano che si ha in mente. Si vive alla giornata, a volte una soluzione studiata è resa vana dalla positività di un elemento ed è tutto da rifare. Non è facile, ma è un problema che riguarda tutti gli allenatori".

LUKAKU - Inevitabile parlare anche di Lukaku finito improvvisamente ai margini del progetto tecnico dei blues dopo appena sei mesi di permanenza a Londra. Il tecnico del Tottenham, che lo conosce bene, evita l'argomento. "Sinceramente non vorrei parlare di Romelu perché è un giocatore di un'altra squadra e penso che sarebbe irrispettoso nei suoi confronti e di quelli del Chelsea. Posso dire però che è meglio affrontare una squadra al completo, anche per lo spettacolo.