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Conceicao: “L’allenatore è l’emblema del fallimento e mai l’immagine del successo, serve equilibrio”

Conceicao: “L’allenatore è l’emblema del fallimento e mai l’immagine del successo, serve equilibrio” - immagine 1
Il tecnico del Porto fatica a digerire le critiche e ritiene che le decisioni della società rischiano di essere legate più agli umori che hai risultati ottenuti.

Redazione Il Posticipo

La rabbia di Conceicao. Il tecnico del Porto fatica a digerire le critiche e ritiene che le decisioni della società rischiano di essere legate più agli umori che hai risultati ottenuti. Alla vigilia della sfida contro il Portimonense il tecnico si è sfogato in conferenza stampa. Le sue parole sono riprese dal sito ufficiale della società portoghese.

UMORI

Il Porto non ha iniziato la stagione nel migliore dei modi ma ha recuperato punti e terreno ed è a -3 dalla vetta. E anche in Champions dopo la vittoria con il Leverkusen la classifica è migliorata. "A volte interessano le statistiche e non la storia. Si vivono momenti diversi. Belle partite e brutte partite. Fa parte della vita dell'allenatore e dei giocatori. Siamo sempre messi a dura prova. Nell'ultima partita in casa, a prescindere dal risultato, ho sentito il disagio del pubblico. Occorre un po' di equilibrio in questo senso, perché poi nei momenti belli tutti battono le mani. L'importante è che nei momenti meno belli si faccia la differenza".

SFOGO

Conceicao poi si concentra sulla fragilità del ruolo del tecnico. "L'allenatore è l'emblema del fallimento e raramente l'immagine del successo. Quando si vince, non è mai merito del tecnico. Sono sempre altri profili ma anche questo fa parte del gioco. Siamo qui per lavorare. Devo dire però che non mi piace vedere i colleghi licenziati dopo una mezza dozzina di partite. Serve stabilità. Qui all'FC Porto non ho niente da dire, ho passato momenti belli e momenti brutti , ma il presidente crede nel nostro lavoro, io sono ancora qui e sono l'allenatore con maggiore anzianità in questo campionato".

PROSPETTIVE

Scelta azzeccata: il Porto sembra rinato: "Cerchiamo di non avere  alti e bassi. Ci sono tre risultati possibili in una partita, ma ultimamente siamo più vicini a quello che ci interessa. I risultati recenti sono confortanti  ma penso che motivare un gruppo di lavoro ad essere sempre al top sia l'aspetto più difficile per chi è in panchina. Ecco perché, indipendentemente dal bel gioco che possiamo ottenere, dobbiamo essere una squadra che sia sempre forte emotivamente e che possa sempre competere ai massimi livelli".