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Come Ancelotti…ha trasformato CR7: “Non è andato lì, si è impuntato e gli ha detto ‘ora fai il centravanti’. Ed è stato importante, perchè Cristiano…”

(Photo by Denis Doyle/Getty Images)

Come si convince uno come Cristiano Ronaldo a seguire le richieste di un allenatore, quando queste non combaciano con l'idea del portoghese? Semplice, basta essere...Carlo Ancelotti. Lo spiega il suo ex assistente Paul Clement, raccontando come la...

Redazione Il Posticipo

Come si convince uno come Cristiano Ronaldo a seguire le richieste di un allenatore, quando queste non combaciano con l'idea del portoghese? Semplice, basta essere...Carlo Ancelotti. Se il cinque volte Pallone d'Oro è diventato una macchina da gol, il merito è anche del tecnico dell'Everton, il primo a schierarlo costantemente come centravanti. Certo, c'è voluto un lavoro di persuasione, ma in questo il buon Carletto è un maestro. Lo racconta il suo ex assistente Paul Clement ai microfoni di Goal, spiegando come la diplomazia dell'allenatore di Reggiolo abbia trasformato in meglio CR7.

CENTRAVANTI - "Quando siamo arrivati al Real, Cristiano aveva già giocato da centravanti, ma l'idea di Carlo per la stagione 2013/14 era che diventasse il numero 9 a tempo pieno, così che non dovesse rientrare per correre dietro ai terzini avversari. Cristiano ha parlato con Carlo e gli ha chiesto di rimanere a giocare sulla sinistra, così che potesse tagliare in mezzo, tirare, crossare e dare passaggi utili. E Carlo gli ha risposto 'l'importante è che tu ti senta a tuo agio, non voglio che non sia così'. Ed è un esempio di come Ancelotti gestisce i migliori giocatori. Non è che è andato lì, si è impuntato e gli ha detto 'ora sei un centravanti'. Ed è stato importante anche per Ronaldo, perchè ci faceva vincere le partite e la cosa ha funzionato bene". Anzi, benissimo, visto che nella prima stagione è arrivata la tanto agognata Decima...

CR7 - Merito di Ancelotti, ma anche ovviamente di Ronaldo. E Clement non ha che parole splendide per il portoghese. "Il suo lavoro era segnare, il che lo motivava. Cito sempre quello che dice Carlo, quando Ronaldo scende in campo parti sempre da 1-0. Nei nostri due anni lì ha segnato 50 gol a stagione, quindi quando salta un paio di partite per qualche problemino significa che ti manca qualche gol. Si parte davvero da 1-0 quando c'è lui, è un vantaggio enorme. Mi piaceva molto, è un bravo ragazzo, un uomo d'affari che parla molte lingue. Una splendida persona e un grande uomo squadra, raccontava un sacco di storie e aiutava i suoi compagni. Per non parlare della sua etica del lavoro, dentro e fuori dal campo. Un professionista esemplare, con una attenzione maniacale al recupero, al lavoro in palestra, all'allenamento della forza e al proprio regime nutrizionale. Una cosa incredibile". Così come è incredibile che sei anni dopo...valgano le stesse identiche cose...