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Coman, dall’idea del ritiro agli 11 campionati consecutivi: “Con una vite nel piede stata durissima…”

LISBON, PORTUGAL - AUGUST 23: Kingsley Coman of FC Bayern Munich celebrates after scoring his team's first goal during the UEFA Champions League Final match between Paris Saint-Germain and Bayern Munich at Estadio do Sport Lisboa e Benfica on August 23, 2020 in Lisbon, Portugal. (Photo by Miguel A. Lopes/Pool via Getty Images)

Kingsley Coman ha già scritto la storia. Da quando ha fatto il suo esordio come calciatore professionista, l'attaccante francese infatti ha sempre vinto il campionato ovunque ha giocato. Ma anche lui ha un cruccio: gli infortuni.

Redazione Il Posticipo

A 26 anni, Kingsley Coman, che ha già scritto la storia, scrive un'altra pagina di una carriera straordinaria. Da quando ha fatto il suo esordio come calciatore professionista, il giocatore francese infatti ha sempre vinto ovunque ha giocato: 25 titoli in totale e addirittura scudetti consecutivi col Paris Saint-Germain (2013 e 2014), con la Juventus (2015 e 2016) e col Bayern Monaco (2016, 2017, 2018,2019, 2020, 2021, 2022). Undici campionati di fila in tre Paesi diversi. Ha saltato il Mondiale per infortunio, altrimenti avrebbe portato a casa anche la medaglia d'oro della campagna di Russia che ha incoronato Mbappé. Per consolarsi, ha segnato il gol decisivo che ha regalato la Champions al Bayern, segnando addirittura a una delle sue ex squadre. Una bellissima storia fatta di sofferenza, forza di volontà e una gioia che ripaga i tanti sacrifici.

RITIRO -  Coman ha una certa predisposizione a piccoli e grandi problemi fisici, che lo ha spaventato al punto da fargli considerare l'idea del ritiro. Lo stesso francese ha spiegato tempo fa a TF1 che il calvario alla caviglia lo ha davvero segnato. La riabilitazione è stata durissima a tal punto da indurlo a farsi delle domande. Interrogativi dettati dalla frustrazione, sino a pensare alla decisione più drastica. "Ho avuto una vite nel piede per sei settimane, non potevo fare nulla. La riabilitazione è stata durissima e ho cominciato a farmi delle domande. Se gli infortuni fossero stati separati da uno o due anni non sarebbe stato nulla di grave, ma mi sono fatto male alla stessa caviglia per tre volte in un anno. Non ho percepito la cosa come una debolezza personale, ma nella mia testa sono emersi pensieri di un certo tipo”.

MATURAZIONE -  Per sua fortuna, il Bayern non ci ha pensato nemmeno. E gli ha dato fiducia. E poi gliela ha rinnovata. E anche nel momento peggiore ha continuato a credere nelle potenzialità di questo ragazzo. Il resto ce l'ha messo il calciatore, che negli ultimi anni è apparso molto più maturo anche nella gestione delle risorse legate al suo fisico. E il Bayern passa alla cassa. A Säbener Straße vedono ripagata questa fiducia con l'ennesimo scudetto, oltre che con la rete che è valsa la sesta Champions League della storia del club. Altro che ritiro. A dimostrazione di una testa abbastanza dura da non mollare di un centimetro anche contro un destino avverso.